RIO DE JANEIRO — Lo studio di TV Globo, la rete più vista del Brasile, ha ospitato venerdì sera per oltre due ore il secondo e ultimo dibattito prima del ballottaggio, e per lunghi tratti i due candidati hanno parlato con la voce bassa di chi si rivolge agli ultimi indecisi. Poi, quando i moderatori si sono fatti da parte per il confronto finale, Luiz Inácio Lula da Silva, 80 anni, presidente in carica, e Flávio Bolsonaro, 45, senatore di Rio e primogenito dell’ex presidente Jair, hanno smesso di contenersi.Domenica 25 ottobre il Paese torna alle urne e i sondaggi lo descrivono spaccato a metà: il Datafolha di giovedì dà i due al 50 per cento ciascuno, contro un vantaggio di 4 punti per Bolsonaro due settimane fa. Il dibattito era, per entrambe le campagne, l’ultima occasione di spostare qualche voto prima delle manifestazioni di chiusura di sabato a Rio e San Paolo.Il momento più aspro è arrivato sulla sicurezza. Lula ha dato del «miliziano» al rivale, riferendosi ai gruppi armati legati a poliziotti che controllano interi quartieri delle favelas di Rio; Bolsonaro ha risposto che, da presidente, le milizie le ribattezzerebbe «narcoterroristi». Poco dopo, riferisce l’Associated Press, il senatore si è trovato davanti la madre di un bambino di 5 anni ucciso in una sparatoria in cui era coinvolto un poliziotto che lui stesso aveva difeso come avvocato: ha detto di non credere alla colpevolezza del suo assistito.Nel finale, senza più moderazione, è entrato il crac del Banco Master. Lula ha incalzato Bolsonaro sui presunti rapporti con Daniel Vorcaro, il banchiere arrestato; Bolsonaro ha replicato tirando in ballo accuse contro un figlio del presidente e una frode previdenziale. Su salario minimo, sanità pubblica gratuita e incentivi all’agrobusiness i toni erano rimasti più freddi rispetto al primo confronto di cinque giorni prima su TV Band, quando Bolsonaro aveva sostenuto che il 73 per cento dei detenuti aveva votato Lula e il presidente aveva risposto che avrebbe voluto il 100 per cento, perché «ci sarebbe anche tuo padre».Tre milioni di votiAl primo turno del 4 ottobre Bolsonaro aveva chiuso davanti, 47,03 contro 45,16 per cento: meno di 2 punti, quasi 3 milioni di voti. Da allora la distanza si è ridotta in tutte le rilevazioni e Quaest, mercoledì, dava 45 a 44. Il Datafolha registra però anche un rifiuto quasi simmetrico: il 46 per cento degli intervistati dice che non voterebbe mai Flávio Bolsonaro, il 45 che non voterebbe mai Lula. Ridotto a una gara di rifiuti, il ballottaggio si decide meno su chi convince di più che su chi spaventa di meno.«La tendenza favorisce Lula, ma probabilmente non ha abbastanza tempo per ribaltare la corsa», ha scritto in una nota Eurasia Group, società di consulenza sul rischio politico, aggiungendo che il dibattito sarebbe stato «decisivo». Dal ritorno della democrazia nel 1985 nessun candidato arrivato secondo al primo turno ha vinto un ballottaggio presidenziale in Brasile.Jair Bolsonaro sta scontando 27 anni di carcere per il complotto golpista seguito alla sconfitta del 2022. Il figlio promette di battersi per la sua scarcerazione e propone una linea militarizzata contro la criminalità, in partnership con l’amministrazione Trump. La Casa Bianca non ha dato un endorsement esplicito: dopo il primo turno, secondo una fonte del governo brasiliano, Washington ha giudicato che non servisse alcun «gesto aggiuntivo».La campagna si è giocata questa settimana anche in tribunale, dove entrambi gli schieramenti hanno chiesto la squalifica dell’avversario per abusi sui social. Il team di Lula accusa Meta di «interferenza» per «manipolazione algoritmica» e il suo consulente digitale, João Brant, parla di un «evidente allineamento fra Meta e il governo statunitense». La società nega di aver favorito qualcuno e ammette solo che alcuni annunci di Lula sono stati disattivati per errori tecnici. Venerdì la campagna Bolsonaro ha accusato a sua volta il campo del presidente di usare risorse pubbliche e strutture digitali dello Stato per interferire sul voto.Sabato i due candidati portano in piazza decine di migliaia di sostenitori a Rio e a San Paolo. Domenica la corte elettorale comincia a pubblicare lo spoglio dalle 17 di Brasília, le 21 in Italia.