Macron risponde a Trump e Netanyahu sui disordini in Francia: «Commenti inaccettabili e perfino stupidi da leader stranieri»

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DOHA — Emmanuel Macron ha scelto l’ultima tappa del viaggio nel Golfo per rispondere a chi, da Washington a Gerusalemme, ha raccontato una Francia «invasa». «C’è stata una manipolazione straniera dell’informazione che ha portato a commenti inaccettabili e perfino stupidi da parte di molti, compresi leader stranieri», ha detto mercoledì ai cronisti, prima di rientrare a Parigi.Il presidente francese non ha fatto nomi. Ha parlato di «persone che fanno campagna a spese della Francia, leader in modalità campagna elettorale, sia qui nella regione sia dall’altra parte dell’Atlantico». Le parole, riferisce l’Agence France-Presse, puntano a Donald Trump, atteso dalle elezioni di metà mandato di novembre, e a Benjamin Netanyahu, al voto in Israele questo mese. «Ci hanno spiegato che siamo stati invasi da orde di migranti e islamisti», ha aggiunto Macron.Il caso più pesante è quello del presidente americano. Domenica, sul suo social Truth Social, Trump ha scritto: «La Francia brucia! Chiudete i confini e riprendete il controllo, prima che sia troppo tardi». Lunedì ha rincarato: «I migranti si sono presi la Francia. Devono chiudere i confini, subito!». Ai cronisti ha spiegato che quel che accade in Francia «ha a che fare con l’immigrazione, non le scuole, niente altro», e ha raccontato di aver avvertito Macron già nel primo mandato: «chiudi i confini o perderai la Francia».Trump ha descritto il Paese «conquistato, saccheggiato e bruciato da migranti, jihadisti e comunisti», pur ammettendo di non avere prove che le violenze siano opera di immigrati. Marine Le Pen, leader del Rassemblement National, è per lui una «voce conservatrice». Il vicepresidente JD Vance, su X, ha scritto che «i liberali occidentali hanno importato il terzo mondo in Francia». Martedì Netanyahu ha parlato di una Francia colpita da «un’invasione dell’islam estremista».Macron ha distinto i fatti dal loro racconto. «Per me non c’è interferenza straniera visibile negli avvenimenti», ha precisato: nessuna mano esterna dietro le piazze, ma una manipolazione successiva, con video falsi generati dall’intelligenza artificiale ripresi «a volte con credulità». Con questa mossa il presidente sposta lo scontro dal terreno interno, dove il suo governo ha ammesso di non aver tenuto le strade, a quello della disinformazione e delle campagne elettorali altrui. La Casa Bianca non ha replicato.Il bilancio delle piazzeSabato 17 ottobre hanno manifestato 550.000 persone secondo le autorità, 800.000 secondo gli organizzatori, riferisce l’Associated Press. Il ministero dell’Interno ha contato circa 2.400 arresti, 855 nell’area di Parigi, e 1.000 agenti feriti, sette dei quali gravi. A Parigi un manifestante è morto per arresto cardiaco: la procura ha aperto un’inchiesta.Lunedì il ministro dell’Interno Laurent Nuñez ha aggiornato il conto: 2.513 fermi, 67 persone in carcere, 60.000 agenti schierati. Ha ammesso di non essere riuscito a contenere i disordini a Parigi, Marsiglia e Lione e ha offerto le dimissioni. Macron le ha respinte.Le proteste sono nate dal movimento studentesco contro la riforma della scuola, poi si sono allargate ai sindacati e al carovita, con i carburanti ai massimi. Il primo ministro Sébastien Lecornu ha imposto coprifuoco parziali, dalle 23 alle 6, a Parigi nelle zone di place de la République e Les Halles, e a Lione, Nizza, Lille e Bordeaux. Martedì ha accusato gruppi radicali di ultrasinistra di un «piano insurrezionale». Le Pen ha attaccato il «caos» di Macron: «Il nostro Paese è preso in una morsa tra violenza e impotenza».Giovedì il presidente riunirà i servizi di intelligence in vista delle nuove manifestazioni convocate per sabato. «Chi vuole provocare il caos non glielo permetteremo», ha detto a Doha.