Virus Shamonda, che cos’è la malattia che ha colpito il primo uomo in Francia

Wait 5 sec.

Il virus Shamonda “è un Ortobunyavirus appartenente al sierogruppo Simbu, trasmesso da insetti ematofagi, in particolare culicoidi (piccoli moscerini, ndr). Individuato per la prima volta in Nigeria a metà degli anni ’60, era stato segnalato sporadicamente in Africa, Australia e Giappone. Poi quest’estate le cose sono cambiate e il virus è arrivato in Europa. Si tratta di un patogeno diffuso negli allevamenti di bovini che, finora, non aveva colpito gli esseri umani”. Lo spiega a LaSalute di LaPresse l’epidemiologo del Campus Bio-Medico Massimo Ciccozzi, dopo il primo caso documentato di trasmissione all’uomo di questa malattia, in Francia.La novità dell’estate 2026Nell’estate 2026 il virus Shamonda “è stato rilevato per la prima volta in diversi Paesi dell’Europa centro-occidentale, in particolare Germania, Francia, Svizzera, Paesi Bassi, Belgio, Liechtenstein e Austria. Ma si trattava di allevamenti. Ora il virus è stato identificato in un essere umano: un paziente immunodepresso, che è poi deceduto nell’ospedale di Lione per complicazioni cerebrali. Ebbene, a oggi le conoscenze disponibili sul virus escludono un rischio sanitario per la popolazione generale”, sottolinea l’epidemiologo. Ma ci sono ancora diversi aspetti da chiarire nel caso del paziente francese.La cautela dell’Ecdc e la mappa di Shamonda in EuropaAnche il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) sta “monitorando attentamente la situazione in seguito all’annuncio, da parte delle autorità francesi, del primo caso documentato di infezione umana da virus Shamonda,  patologia che finora aveva colpito esclusivamente gli animali”.L’Ecdc è in contatto con le autorità francesi e i partner europei “per esaminare le possibili implicazioni per la salute pubblica derivanti da questo primo caso umano. L’unica infezione riscontrata finora ha riguardato un paziente già in trattamento per una grave patologia, condizione che lo rendeva più suscettibile a infezioni e complicazioni rispetto alla popolazione generale. Il paziente è morto all’inizio di ottobre. Sono in corso accertamenti per stabilire se il virus Shav abbia causato o contribuito al decesso e per determinare le modalità di trasmissione dell’infezione”, precisano dal Centro europeo per il controllo delle malattie.Dai bovini all’uomoQuesto caso umano segue il primo rilevamento in assoluto del virus Shav negli animali da allevamento in Europa, alla fine di luglio. “Da allora, il virus è stato riscontrato in animali da allevamento in Austria, Belgio, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Liechtenstein, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna, Svizzera e Jersey”, continuano gli esperti.“Non è ancora nota la specie di moscerino responsabile della trasmissione nel caso francese. In Europa, i moscerini ematofagi sono generalmente più attivi dalla primavera all’autunno, con dinamiche stagionali che variano a seconda della specie, della località e delle condizioni meteorologiche. Con l’abbassamento delle temperature, l’attività della maggior parte di queste specie è in calo in Europa”, sottolinea l’Ecdc, che lavora per rafforzare la risposta al patogeno.Il virus Shamonda in Italia“Non dimentichiamo che a settembre sono stati individuati alcuni casi di virus Shamonda anche in allevamenti di mucche da latte nelle province di Trento e Bolzano e poi in alcuni campioni provenienti da bovine e bufaline della provincia di Salerno“, ricorda Ciccozzi. “Finora però non era mai stato documentato alcun caso nell’uomo: erano stato colpiti solo bovini”.Per Ciccozzi questo è un ulteriore esempio di One Health e Global Health “dove insetti vettori vengono in qualche modo a contatto con bestiame infetto importato da altri Paesi. Ecco che inizia un circolo vizioso, che porta alla diffusione del virus Shamonda. L’uomo, ad oggi, è solo un ospite occasionale. E speriamo resti tale”, conclude l’epidemiologo.Mucche. Foto: AP Questo articolo Virus Shamonda, che cos’è la malattia che ha colpito il primo uomo in Francia proviene da LaPresse