«Kim è morto». Poi la smentita del regime. Il giallo sulla salute del leader della Corea del Nord

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Kim Jong Un, leader supremo della Corea del Nord, è morto a seguito di un’emorragia cerebrale. La notizia è stata diffusa con un post su X da Wanjun Xie, dissidente cinese rifugiatosi negli Stati Uniti e legato al Partito democratico della sua nazione. I media di Pyongyang, però, hanno già smentito.I servizi di informazione nordcoreani, infatti, hanno condiviso sui social delle foto di Kim Jong Un in perfetta salute, mentre osserva scarpe per bambini e cappotti da donna alla Mostra nazionale di abbigliamenti e calzature 2026, accompagnato dalla moglie Ri Sol Ju e dalla figlia Ju Ae. Parrebbe una situazione ben diversa, dunque, rispetto a quella descritta da Xie.I dettagli della vicenda: dall’emorragia all’équipe medica cineseDel prematuro decesso di Kim Jong Un si era già iniziato a parlare da domenica 18 ottobre. Il dissidente cinese aveva affermato che Pechino, a seguito della scomparsa del suo alleato, aveva dato l’ordine di schierare 9000 soldati nella capitale nordcoreana. Wanjun Xie, inoltre, aveva spiegato che un’équipe di medici cinesi del Peking union medical college hospital era stata inviata già sabato 17 ottobre per curare il leader di Pyongyang, colpito da una grave emorragia, a seguito della quale sarebbe caduto in coma non lasciando tempo ai dottori di salvarlo. Numerosi dettagli, dunque, sugli ultimi momenti di vita del capo del regime. I media nordcoreani, nel loro post di smentita, hanno scritto che le fotografie «dimostrano che Kim Jong Un è ancora vivo». L’agenzia stampa ufficiale del regime, Kcna, ha riferito che lunedì 19 ottobre il presidente del Paese ha partecipato alla Mostra, esprimendo la sua soddisfazione per i progressi dell’industria leggera nazionale. Va sottolineato, però, che le foto non sono state verificate. Ma non sono stati neanche segnalati movimenti sospetti delle forze armate cinesi, che avrebbero messo in allerta sia gli Stati Uniti, sia la Corea del Sud.Il dissidente cinese: «Sono foto di archivio, tattica per smentire le voci»Wanjun Xie, però, non si è arreso. Sul suo profilo ha ricondiviso le foto dei media di Pyongyang, mettendone in dubbio la verdicità. «Per contrastare le notizie sulla morte di Kim Jong Un, i media statali nordcoreani avrebbero diffuso due foto di Kim», ha scritto su X, sottolineando che si tratta di «una raccolta di foto e video precedenti archiviati in un database per smentire pubblicamente le voci». Secondo il dissidente cinese, che rimane fermo sulle sue posizioni, questa è «la tattica più comunemente usata dalla Pcc per nascondere la verità e dissipare le voci».Della morte – o di malattie letali – dei capi di Stato, soprattutto in regimi autoritari, si parla spesso. Lo abbiamo visto con il presidente Vladimir Putin fin dai primi mesi della guerra in Ucraina. Secondo molti media occidentali, l’inquilino del Cremlino era affetto da varie forme di cancro o patologie mentali. Ricostruzioni, queste, che si sono rivelate sempre infondate, tant’è vero che il leader della Federazione russa siede ancora al suo posto. Con tutta probabilità, anche queste indiscrezioni su Kim si riveleranno false e il capo di Pyongyang continuerà sia a supportare la guerra di Putin in Ucraina, sia a portare avanti il suo personale programma di missili balistici.L'articolo «Kim è morto». Poi la smentita del regime. Il giallo sulla salute del leader della Corea del Nord proviene da La Verità.