Noi, un po’ meglio: la nuova commedia di Luchetti arriva su Netflix

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Elio Germano e Maria Chiara Giannetta diventano una coppia sullo schermo nel nuovo film di Daniele Luchetti, Noi, un po’ meglio, in arrivo su Netflix il 29 ottobre 2026. Presentata in anteprima alla Festa del Cinema di Roma, la commedia sentimentale racconta una relazione apparentemente solida che, davanti alla possibilità di adottare un bambino, si ritrova a fare i conti con desideri, paure e differenze mai affrontate fino in fondo.Noi, un po’ meglio: Elio Germano e Maria Chiara Giannetta sono Simone e LuciaQuanto bisogna assomigliarsi per costruire una vita insieme? E cosa succede quando due persone che si amano scoprono di desiderare cose diverse? Sono alcune delle domande al centro di Noi, un po’ meglio, il nuovo film di Daniele Luchetti, che sceglie di raccontare le contraddizioni della vita di coppia attraverso una storia romantica, ironica e profondamente quotidiana.I protagonisti sono Simone, interpretato da Elio Germano, e Lucia, interpretata da Maria Chiara Giannetta, due persone che hanno trovato il proprio equilibrio proprio nelle loro differenze. Lui è metodico, legato alle tradizioni e alla famiglia, convinto che nella vita servano punti fermi e una certa organizzazione. Lei, al contrario, è indipendente, poco incline alle convenzioni e ha sempre guardato alla maternità come a qualcosa di lontano dai propri progetti. Eppure, insieme funzionano. Il loro rapporto è fatto di complicità, discussioni e continue trattative, quelle che molte coppie conoscono bene e che spesso finiscono per diventare un linguaggio condiviso. Si confrontano praticamente su tutto, ma riescono sempre a ritrovarsi.Almeno fino a quando nella loro vita entra un desiderio destinato a cambiare gli equilibri: adottare un bambino. Quella che potrebbe sembrare una naturale evoluzione della relazione si trasforma in un percorso molto più complesso, capace di portare alla luce convinzioni, fragilità e interrogativi che entrambi avevano preferito lasciare da parte.Foto: ufficio stampaUna storia d’amore che racconta le paure di diventare genitoriIl tema dell’adozione diventa il punto di partenza per esplorare qualcosa che riguarda molte relazioni: la distanza tra ciò che immaginiamo per il nostro futuro e quello che siamo davvero pronti ad affrontare.Per Simone e Lucia, infatti, il problema non è semplicemente superare gli ostacoli di un percorso burocratico. La possibilità di diventare genitori li costringe a interrogarsi sul significato stesso della famiglia, sulle aspettative reciproche e sulla capacità di accettare i cambiamenti dell’altro. Lucia, che ha sempre rifiutato l’idea della maternità, deve confrontarsi con una prospettiva che mette in discussione alcune delle sue certezze. Simone, così legato alla propria idea di famiglia, si trova invece davanti a una realtà che non può essere organizzata o controllata seguendo regole prestabilite.Il film affronta queste differenze senza trasformarle in un conflitto drammatico permanente. Le discussioni, i piccoli attriti e i momenti di incomprensione conservano una componente comica che nasce dal carattere dei personaggi e dalla loro familiarità. Si amano, ma questo non significa che riescano sempre a capirsi, soprattutto quando devono prendere decisioni capaci di cambiare la loro vita.A rendere interessante il racconto è anche il ruolo delle istituzioni, che accompagnano il percorso di adozione e diventano un’occasione di confronto per i protagonisti. Nella visione di Luchetti, gli incontri e le procedure non rappresentano soltanto ostacoli da superare, ma situazioni nelle quali Simone e Lucia sono chiamati a essere sinceri, prima di tutto con sé stessi.Dark Shadows torna su Netflix: Johnny Depp vampiro per Tim BurtonDaniele Luchetti cambia registro dopo Lacci e ConfidenzaCon Noi, un po’ meglio, Daniele Luchetti sceglie una direzione diversa rispetto ai suoi precedenti racconti sulle relazioni sentimentali. Dopo le atmosfere più cupe di Lacci e Confidenza, il regista ha voluto avvicinarsi alla commedia, senza rinunciare alla complessità emotiva dei personaggi. Nelle note di regia spiega di aver cercato uno sguardo affettuoso, capace di osservare Simone e Lucia senza giudicarli o idealizzarli. La sua intenzione era raccontare persone comuni, con qualità e debolezze riconoscibili, lasciando spazio anche alla loro capacità di affrontare le difficoltà con leggerezza.A ispirarlo sono state alcune commedie popolari italiane degli anni Sessanta, tra cui Poveri ma belli e Pane, amore e fantasia, film nei quali la vita quotidiana diventava materia cinematografica attraverso personaggi spontanei, situazioni familiari e una comicità vicina al pubblico. «Ho scelto di guardarli all’altezza dei miei occhi», racconta Luchetti a proposito dei protagonisti, spiegando di aver cercato un punto di vista che permettesse di comprenderne anche le contraddizioni.Un approccio che ha influenzato la direzione degli attori. Con Germano e Giannetta, il regista ha lavorato per mantenere le interpretazioni misurate, privilegiando la naturalezza dei dialoghi, dei silenzi e dei gesti. L’obiettivo era costruire una coppia credibile, nella quale anche una discussione apparentemente insignificante potesse raccontare qualcosa del rapporto.La comicità, secondo Luchetti, non serve a nascondere i problemi dei personaggi, ma nasce proprio dal modo in cui scelgono di affrontarli. Un riferimento, in questo caso, arriva anche dalle commedie sentimentali americane degli anni Quaranta, dove i battibecchi tra innamorati erano spesso il cuore della storia.Foto: uffcio stampaNoi, un po’ meglio: un cast corale e una Roma lontana dalle cartolineAccanto a Elio Germano e Maria Chiara Giannetta, il film riunisce un cast che comprende Anna Bonaiuto, Ilaria Spada, Caterina Guzzanti, Dajana Roncione, Jacopo Olmo Antinori, Francesca Romana De Martini e Filippo Nigro.La vicenda si sviluppa tra una Roma meno conosciuta e il litorale romano, con ambientazioni che si allontanano dalle immagini turistiche più riconoscibili della Capitale. Luchetti ha scelto luoghi popolari e spazi abitativi nei quali l’architettura conserva una propria eleganza, come un condominio progettato da Adalberto Libera. Anche questa scelta contribuisce al tono della pellicola, che cerca una dimensione realistica senza rinunciare a una certa luminosità. Le case, gli ambienti e i paesaggi accompagnano la storia di due persone comuni, alle prese con un desiderio importante e con le difficoltà necessarie per realizzarlo.La fotografia è firmata da Ivan Casalgrandi, mentre la colonna sonora è composta da Bryan Senti. I costumi sono affidati a Massimo Cantini Parrini, con il montaggio di Silvia De Rose e la scenografia di Andrea Castorina. Il film è prodotto da Lucky Red, con Andrea Occhipinti, Stefano Massenzi e Serena Sostegni, mentre la sceneggiatura porta le firme di Enrico Audenino, Davide Lantieri, Daniele Luchetti e Serena Patrignanelli.Je so’ pazzo, Massimiliano Caiazzo racconta il giovane Pino DanieleIl significato del film: diventare migliori senza diventare perfettiDietro il titolo Noi, un po’ meglio si nasconde una precisa idea di cinema. Luchetti non vuole raccontare persone straordinarie o proporre un modello irraggiungibile di relazione, ma immaginare una realtà nella quale gli esseri umani riescano, almeno qualche volta, a comprendersi più facilmente. Anche il percorso di adozione viene osservato da questa prospettiva. Le istituzioni non sono rappresentate esclusivamente attraverso la loro rigidità burocratica, ma come luoghi nei quali i protagonisti possono trovare ascolto e comprensione, pur dovendo affrontare domande difficili.La produttrice Serena Sostegni ha spiegato che il progetto nasce da un interrogativo legato al desiderio di diventare genitori: quanto delle nostre aspirazioni appartiene davvero a noi e quanto, invece, deriva dalle aspettative che abbiamo costruito nel tempo? Una riflessione condivisa anche da Arianna De Chiara, direttrice per i film italiani di Netflix, che individua nella famiglia il centro del racconto. Attraverso Simone e Lucia, il film esplora infatti il rapporto tra desideri personali, origini e progetti comuni, con un tono che alterna ironia ed emozione.Luchetti ha immaginato questa storia come un’esperienza cinematografica capace di lasciare allo spettatore una sensazione di serenità, simile a quella delle commedie che si andavano a vedere al cinema nelle giornate di pioggia. Un racconto che non ignora le difficoltà, ma sceglie di concedere ai suoi personaggi la possibilità di affrontarle senza perdere la fiducia nell’altro.Foto: ufficio stampaQuando esce Noi, un po’ meglio su Netflix? Il trailer e la presentazione a RomaNoi, un po’ meglio è stato presentato il 18 ottobre 2026 alla Festa del Cinema di Roma, fuori concorso nella sezione Grand Public. In occasione dell’anteprima sono stati diffusi anche il trailer ufficiale e nuove immagini del film. La commedia sarà disponibile dal 29 ottobre 2026, in esclusiva su Netflix, portando sullo schermo una coppia inedita formata da Elio Germano e Maria Chiara Giannetta.Al centro rimane una domanda che accompagna Simone e Lucia per tutta la storia: quanto siamo disposti a cambiare per costruire qualcosa insieme alla persona che amiamo? La risposta passa attraverso discussioni, compromessi e momenti di sincerità, in una relazione nella quale nessuno dei due possiede tutte le risposte. E proprio in questa imperfezione Luchetti trova il carattere dei suoi protagonisti: due persone che non hanno bisogno di diventare diverse da ciò che sono, ma che devono imparare a conoscersi meglio per capire quale futuro desiderano condividere.Festa del Cinema di Roma 2026: Deva Cassel e i beauty look più belli| Da Rumors.it