Dalla nascita di Futuro Nazionale e dalla sua rapida crescita nei sondaggi, la destra di governo ha ricominciato a fare la destra. È l’effetto più evidente dell’avvento di Roberto Vannacci: aver spinto i partiti del centrodestra, nell’ultimo scorcio di legislatura, a tornare con maggiore decisione sulle battaglie per le quali tanti italiani li avevano votati. A Vannacci è stato rimproverato di dividere il centrodestra e di aiutare la sinistra. Poi, mentre il suo partito cresceva, sono tornate in primo piano proposte sulla sicurezza, sui rimpatri e sulla difesa dell’identità nazionale. Temi che gli elettori di destra conoscono bene e sui quali chiedevano da tempo risultati più concreti.Non serve accertare chi abbia avuto per primo un’idea. Queste battaglie appartengono alla storia della Lega e di Fratelli d’Italia. Futuro Nazionale ha banalmente ricordato loro che, dopo averle sostenute in campagna elettorale, bisogna anche realizzarle quando si governa. La sua crescita ha reso più difficile continuare a rimandare.Prendiamo la sicurezza. FN ha proposto di impiegare meglio l’Esercito nelle zone ad alta criminalità, affiancando i militari alle forze di polizia con compiti e poteri adeguati. Il governo, dopo aver inizialmente ignorato la proposta, è arrivato a discutere l’attribuzione di ulteriori poteri ai militari e ha deciso l’invio di cinquecento uomini aggiuntivi a Milano. La decisione resta nell’ambito di “Strade Sicure” e prevede meno di quanto chiede FN, ma l’esigenza di rafforzare l’intervento dello Stato è stata riconosciuta e ha trovato una prima risposta.Sull’immigrazione, Lega e Fratelli d’Italia hanno rilanciato proposte per rimpatriare gli stranieri condannati e ampliare i casi di revoca della cittadinanza per reati gravi. Sono tornati al centro del confronto anche il velo integrale e la presenza degli alunni stranieri nelle scuole. Sul tema dei minori che commettono reati, una proposta di Valdegamberi sulla responsabilità dei genitori ha preceduto un’iniziativa nazionale di FdI di impostazione analoga.Ora arriva il caso politicamente più importante. Al congresso della Lega, Salvini ha annunciato che, se riconfermato segretario (cosa avvenuta), porterà in Consiglio dei ministri la richiesta di interrompere i finanziamenti a Kiev. È una posizione che avvicina la Lega a Vannacci sull’argomento che ha provocato maggiori contrasti. L’annuncio dovrà trovare seguito nel governo, con tutte le prevedibili difficoltà, ma la direzione indicata è chiara.Per chi crede in queste proposte, tutto questo è un risultato positivo. Dovrebbe apprezzarlo anche l’elettore che continua a votare Fratelli d’Italia, Lega o Forza Italia e che non intende votare Futuro Nazionale. Se la presenza di Vannacci spinge il governo a occuparsi con più decisione dei problemi che gli stanno a cuore, ne beneficia anche lui. È già questa una buona ragione per riconoscere l’utilità politica di FN.Soprattutto, emerge quanto siano compatibili i programmi per costruire un’alleanza che eviti di consegnare il Paese alla sinistra. Sulla sicurezza e sull’immigrazione esistono obiettivi e ricette comuni. Sull’Ucraina serve ancora un accordo con le altre forze del centrodestra, ma la proposta di Salvini dimostra che le distanze possono ridursi anche su un tema che è in sostanza l’unica vera linea rossa preclusiva di un’intesa per le prossime elezioni.Il passo successivo dovrebbe essere un confronto serio per decidere insieme che cosa fare nella prossima legislatura. Ogni partito manterrebbe la propria identità, contribuendo però a un programma comune.Se la linea da seguire è la stessa, andare separati alle prossime elezioni politiche sarebbe una follia. Significherebbe dividere gli elettori di destra proprio mentre i loro partiti tornano a sostenere proposte simili. L’effetto Vannacci ha già prodotto un primo risultato: far tornare il centrodestra sulle proprie battaglie. Adesso bisogna creare le condizioni per vincerle insieme.Giorgio Carta, 25 ottobre 2026L'articolo L’ombra di Vannacci agita il centrodestra proviene da Nicolaporro.it.