PARIGI — Sabato in piazza c’erano meno persone della settimana prima, ma i fermi sono stati quasi il triplo. Il ministero dell’Interno ha contato 410.000 manifestanti in tutta la Francia, 110.000 a Parigi, contro i 550.000 del sabato precedente; la CGT, il sindacato che ha co-organizzato i cortei, parla di «quasi 800.000». Verso le sette di sera il ministro dell’Interno Laurent Nuñez ha annunciato «quasi 1.000 fermi»: alla stessa ora, sette giorni prima, erano 385.Su quel bilancio sindacati e comitati di protesta hanno rilanciato: nuovi cortei sabato 31 ottobre e uno sciopero nazionale giovedì 5 novembre, la giornata che l’intersindacale aveva fissato a inizio ottobre contro la bozza di bilancio 2027. «Assistiamo a un’aggregazione di rabbia», ha detto a BFM TV Murielle Guilbert, co-delegata generale del sindacato Solidaires: il malcontento su salari, carovita e servizi pubblici, secondo lei, va ormai ben oltre il movimento studentesco partito a settembre.Il sabato del 24 ottobre era stato preparato come una prova di forza dello Stato. In campo circa 70.000 agenti, il 20% in più della settimana prima, e il RAID, l’unità d’élite antiterrorismo, impiegata a supporto e non nell’ordine pubblico. Il corteo parigino è stato confinato sul margine sud-orientale della città, lontano dal centro, riferisce l’Associated Press; a Montpellier, Rouen e Nizza le marce nei centri cittadini erano vietate.Scontri ci sono stati comunque a Parigi, Lione, Rennes, Nantes, Bordeaux, Nizza e Marsiglia: lacrimogeni a Lione, Lille, Marsiglia e Bordeaux, idranti a Nizza e Nantes. A Nizza 11 persone sono state fermate dopo tafferugli tra militanti di estrema destra e manifestanti. Le autorità hanno parlato di 500 «rivoltosi» e di violenze non paragonabili a quelle del 17 ottobre, quando i cortei erano degenerati in saccheggi e il primo ministro Sébastien Lecornu aveva imposto coprifuoco parziali.Nuñez ha definito «positivo» il bilancio: i cortei «si sono svolti bene», poi gli agenti hanno dovuto affrontare «un livello di violenza estremamente elevato» da parte di gruppi di «ultrasinistra». In mattinata, ha aggiunto, i partecipanti erano circa 36.000, la metà del sabato precedente. Jean-Luc Mélenchon, leader della sinistra radicale di La France Insoumise, ha letto la giornata al contrario: «I tentativi del prefetto di polizia e di Lecornu di fomentare il disordine sono falliti completamente», una «vittoria totale».Un calo della partecipazione che rende ancora più netta la scelta dei sindacati di spostare il confronto dalla piazza del sabato alle fabbriche e agli uffici di un giorno feriale. Lo sciopero del 5 novembre nasce da una vertenza precedente alle piazze: l’intersindacale che riunisce CFDT, CGT, FO, UNSA e FSU lo aveva indetto «per i salari, i servizi pubblici, l’occupazione e l’industria», contro una manovra che prevede risparmi e il congelamento di alcune prestazioni nonostante l’inflazione.Le due ore e mezza a MatignonMercoledì 21 ottobre Lecornu ha ricevuto i leader sindacali a Matignon, la sede del primo ministro, per circa due ore e mezza, con all’ordine del giorno le «condizioni di sicurezza delle manifestazioni». Sophie Binet, segretaria generale della CGT, è uscita dicendo che il governo non aveva annunciato «alcuna misura» e che non c’era stata «nessuna presa in considerazione delle nostre rivendicazioni»; ha invitato a «generalizzare lo sciopero» dal 5 novembre.Più sfumato Cyril Chabanier, presidente della CFTC, la confederazione cristiana: il governo, ha detto, ha «aperto la porta» a una discussione sul salario minimo e Lecornu ha chiesto di «fare in fretta».Alla nuova convocazione né Matignon né l’Eliseo hanno finora risposto. Sul terreno la macchina dello sciopero si è già messa in moto: quattro sindacati ferroviari, tra cui CGT-Cheminots e SUD-Rail, hanno depositato un preavviso comune per il 5 novembre.