Ogni liberale garantista ritiene che non siano le piazze, reali o virtuali, a determinare la colpevolezza e peggio a ancora ad infliggere le sanzioni. Nel caso di Siher, l’italo palestinese, fermato dalla polizia e poi da un magistrato prima delle manifestazioni di piazza di sabato, conviene capire bene, tra le tante, una questione sola. Lo hanno bloccato perchè aveva delle opinioni dissenzienti, persino urticanti, ed intorno ad esse era diventato il capopopolo di qualcosa ovvero perchè minacciava seriamente qualcuno? Poco giuridichese da queste parti, ma buon senso. Vedete, il ricercatore aveva talmente ricercato che riuscì a definire il 7 ottobre un atto di decolonialismo. Per quanto mi riguarda uno dovrebbe essere arrestato solo per la parola “decolonialismo”, ma a parte le battute, per quanto schifosa e falsa fosse la sua visione, uno stato che si permetesse si azzittire, con il carcere, una mostruosità come quella, sarebbe uno stato totalitario, iraniano. Non un paese libero. Cioè, per intenderci, proprio quello che ama Sahir.Ho fatto un riassunto del decreto di fermo. Ditemi se i magistrati vi convincono. Non se Sahir abbia ragione, o via stia simpatico. Questo non c’entra. Ma se vi convincono i presupposti giuridici per cui lo hanno fermato.Questo articolo è riservato agli abbonati del canale substakt di Nicola Porro. Se vuoi leggerlo, clicca quiL'articolo Fermo di Siher, cosa pensa un garantista proviene da Nicolaporro.it.