Quante volte avete installato un programma di terze parti per fare qualcosa che Windows potrebbe già fare da solo? Con il monitoraggio della salute degli SSD succede esattamente questo: in molti ricorrono subito a CrystalDiskInfo, ma nella maggior parte dei casi non è necessario. Windows ha già tutto quello che serve, nascosto nelle impostazioni di sistema. Vediamo come funziona questo procedimento, partendo dalle basi. Ogni SSD, come ogni HDD, conserva internamente una serie di dati tecnici chiamati S.M.A.R.T. (Self-Monitoring, Analysis, and Reporting Technology): sono informazioni persistenti che sopravvivono ai riavvii e ai cambi di PC, e che il sistema operativo può leggere per capire lo stato del disco. Windows lo fa già, senza bisogno d'installare nulla.Per accedere a queste informazioni basta andare in Impostazioni > Sistema > Archiviazione > Impostazioni di archiviazione avanzate > Dischi & volumi e cliccare sul tasto "Proprietà" vicino al'SSD che volete controllare. Qui trovate tre dati fondamentali:Durata rimanente stimata: è la classica percentuale di "salute" dell'SSD, che indica quanta parte della vita utile del disco avete già consumato. È una stima basata sull'usura delle celle NAND, non una garanzia assoluta;Riserva disponibile: indica quanti blocchi di riserva ha ancora a disposizione l'SSD per sostituire quelli che iniziano a cedere. La maggior parte degli utenti vedrà un valore tra il 95% e il 100%, il che significa che il disco non ha ancora attinto a questa riserva;Temperatura: la temperatura attuale del disco, utile per capire se il raffreddamento è adeguato.Per chi usa il PC normalmente, senza sintomi particolari, questi tre valori sono più che sufficienti per tenere d'occhio la situazione. Il problema è che la percentuale di vita residua racconta solo una parte della storia: misura quanto avete scritto sul disco rispetto alla sua capacità nominale (il cosiddetto TBW, terabyte scritti), ma non tiene conto di altri tipi di guasto.Un SSD può morire per problemi di alimentazione, sbalzi termici o difetti firmware molto prima di aver esaurito la sua capacità di scrittura. Ecco perché, se il vostro PC inizia a dare errori di archiviazione, crash inspiegabili o file corrotti, vale la pena andare più a fondo con CrystalDiskInfo. Il programma espone due attributi che Windows non mostra:Media and Data Integrity Errors: conta le volte in cui il meccanismo di correzione degli errori dell'SSD non è riuscito a recuperare un dato. Un valore diverso da zero è un segnale serio di celle difettose;Critical Warning: un allarme aggregato che segnala situazioni che richiedono attenzione immediata.La buona notizia è che la maggior parte degli SSD non sviluppa questi errori nel corso degli anni di utilizzo normale. Se il vostro disco non dà sintomi, Windows basta e avanza. Se CrystalDiskInfo mostra valori non zero su Media and Data Integrity Errors o Critical Warning, e il disco si comporta in modo strano, è il momento di agire.Il primo passo è provare un controllo con CHKDSK (il tool di Windows per riparare errori minori sul disco): si avvia dal prompt dei comandi con i permessi di amministratore e può risolvere problemi superficiali. Se non basta, l'unica mossa sensata è fare un backup immediato su un disco sano e prepararsi alla sostituzione. Al momento la situazione dei prezzi non è delle migliori: la crisi delle memorie ha fatto sì che i costi degli SSD NVMe siano aumentati di tre o quattro volte rispetto a settembre 2025. Se cercate un compromesso ragionevole, gli SSD SATA costano meno e sono ancora più che adeguati per gaming e uso quotidiano.Anche il mercato dell'usato può essere un'opzione, a patto di poter verificare lo stato del disco prima dell'acquisto. Se invece volete restare su NVMe, meglio puntare su un modello PCIe Gen 4 da 2 TB ed evitare il Gen 5, che al momento ha un rapporto prezzo/prestazioni difficile da giustificare per la maggior parte degli utenti.La scelta di un buon SSD fa la differenza, ma ricordate che nessun disco dura per sempre: il backup regolare resta l'unica vera assicurazione contro la perdita di dati, indipendentemente da quanto sia "sano" il vostro storage.L'articolo Salute dell'SSD: Windows ha già tutto per capire se ci sono problemi sembra essere il primo su Smartworld.