La stretta sulla cittadinanza ai minorenni (nati in Italia): pressing della Lega per il voto in commissione alla Camera

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Mentre in Sassonia-Anhalt, l’AfD ha conquistato il primo posto alle elezioni regionali con un programma fortemente favorevole alla remigrazione, in Italia torna all’esame della Commissione Affari costituzionali una proposta di legge della Lega che punta a introdurre disposizioni più stringenti in materia di acquisizione e revoca della cittadinanza italiana. A far discutere, la previsione di cause ostative più stringenti per l’acquisto della cittadinanza e la loro estensione per la prima volta anche agli stranieri nati sul suolo italiano: «Una norma di buonsenso», il commento a Open della relatrice e deputata leghista Simona Bordonali, che rifiuta però il confronto con il resto d’Europa: «Noi viviamo in Italia, c’è la necessità di intervenire sui problemi del nostro Paese».Cosa prevede la proposta di leggeLa proposta di legge 2124, era stata presentata dalla Lega alla Camera nell’ottobre 2024. Dopo quasi due anni di stallo, lo scorso 8 luglio l’Aula aveva approvato la dichiarazione d’urgenza del provvedimento. Dal 9 settembre il testo, composto da un solo articolo che interviene sulla legge n. 91 del 5 febbraio 1992 in materia di acquisizione e revoca della cittadinanza, torna al vaglio della Commissione Affari costituzionali. «Auspico che anche l’opposizione comprenda come la cittadinanza deve essere il risultato di un’integrazione e non un inizio», fa sapere Bordonali, mentre difende un testo che mira a «combattere una discriminazione, perché la normativa in Italia consente a chi è nato da genitori stranieri di ottenere la cittadinanza al compimento del diciottesimo anno e non viene considerata la condotta».Posto il traguardo finale dell’integrazione, quindi, «devono esserci delle regole più stringenti: la cittadinanza non deve essere data come se fosse, e troppo spesso lo è oggi, un diritto. E lo stesso deve valere per la sua revoca». L’intento, quindi, è quello di operare un’«uniformazione», estendendo e ampliando specifici requisiti e cause ostative per acquisto e revoca – in parte già previsti nel caso della cittadinanza per matrimonio e per la naturalizzazione dello straniero residente legalmente in Italia da almeno 10 anni –, anche al caso dei minori stranieri nati in Italia e che vi abbiano risieduto legalmente senza interruzioni fino al raggiungimento della maggiore età. «Ci sono tre fattispecie e le tre fattispecie devono essere uniformate, non si capisce perché debba esserci questa differenza», commenta Bordonali.La stretta sui reati dei minori. Bordonali: «La norma riguarderà tutti»Il testo della proposta, risalente al 2024, descriveva un quadro italiano caratterizzato da un aumento del 15,34% di reati commessi da minorenni nell’ultimo decennio, con un incremento di segnalazioni «nei confronti degli stranieri»: 17.032 a fronte di 15.490. Sembrerebbe chiara, quindi, la ratio di una norma che contiene, nel nuovo comma 2-bis dell’articolo 4, il fulcro del suo intento: un intervento in assonanza e continuità con la stretta sulle baby gang del luglio di quest’anno all’interno del Ddl Sicurezza e il disegno di legge sull’imputabilità dei minori – con età compresa tra i 14 e i 18 anni – approvato dal Consiglio dei Ministri e rivendicato dal presidente Meloni.Sul tema babygang, Bordonali ribadisce l’importanza di procedere con «una vera integrazione», e spiega: «Il numero dei nuovi cittadini italiani che sono nati in Italia e acquistano la cittadinanza per il raggiungimento dei 18 anni, ovviamente è aumentato. C’è la necessità di intervenire su questa fattispecie». Difficile anche ignorare «i dati diffusi dal Ministero ad agosto che certificano il problema nel nostro Paese dei reati commessi dai minori». Ma la deputata ci tiene a precisare: «La norma comunque riguarderà tutti, non solo i giovani. Si estenderà anche alle altre due fattispecie». E a chi chiede se queste nuove norme saranno finalmente sufficienti o se, come sostiene l’ex generale Vannacci nel suo manifesto, non serva mostrare ancora di più il pugno di ferro, risponde: «Quando si sta all’opposizione la si può sparare sempre più grossa. Un conto è governare e fare cose realizzabili e fattibili. Un altro è cercare di sparare sempre l’uno in più dell’opposizione. Lo conosciamo».I reati che potrebbero impedire l’acquisto della cittadinanzaIl testo stabilisce che l’acquisto della cittadinanza sia precluso in presenza di una condanna per «alcuno dei delitti contro la persona o contro il patrimonio» oppure «per il reato previsto dall’articolo 73 del Testo unico sugli stupefacenti». La formulazione risulterebbe così particolarmente ampia, includendo reati contro la persona che vanno dall’omicidio, alla rissa, minaccia e percosse, fino alla tratta di persone e riduzione o mantenimento in schiavitù. Sul lato dei delitti contro il patrimonio, comprenderebbe invece fattispecie come furto, rapina, estorsione, fino a ricettazione e danneggiamento e invasione di terreni o edifici. A questi si aggiunge l’articolo 73 del DPR 309/1990, relativo alle condotte illecite in materia di stupefacenti, tra cui produzione, traffico, fabbricazione, vendita, cessione e detenzione illecita. La proposta prevede inoltre una causa ostativa legata alla presenza di «comprovati motivi inerenti alla sicurezza della Repubblica». I reati già previsti nel caso di cittadinanza per matrimonio e naturalizzazioneI reati fino ad ora previsti dalla norma interesserebbero solo i casi di cittadinanza per matrimonio o naturalizzazione. Nel primo caso, infatti, si parla di limite all’acquisto della cittadinanza nel caso di condanne per alcuni gravi delitti contro la personalità dello Stato, insieme a delitti non colposi con pena massima di almeno tre anni e reati non politici puniti all’estero con più di un anno di detenzione. Più soggetto a discrezionalità, invece, il caso della naturalizzazione: «La concessione avviene sulla base di una valutazione discrezionale ampia riferita a parametri indicati in parte dalla legge e in parte dalla giurisprudenza». Procedimenti penali e sospensioneLa proposta interviene anche sui casi in cui il procedimento penale non sia ancora concluso, prevedendo all’articolo 2-ter la sospensione dell’acquisto della cittadinanza quando sia in corso un procedimento penale per uno dei reati indicati. La sospensione durerebbe «fino alla comunicazione del decreto di archiviazione o della sentenza definitiva di assoluzione». La proposta stabilisce inoltre che la riabilitazione faccia cessare gli effetti preclusivi della condanna.Il giuramento in lingua italianaLa proposta modificherebbe inoltre le disposizioni sull’attestazione del possesso di un titolo che dimostri la conoscenza della lingua italiana, annullando le deroghe previste per chi avesse sottoscritto l’accordo di integrazione o fosse titolare di permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo. Inoltre, specificherebbe come il giuramento vada eseguito «in lingua italiana»: «Si intende difatti evitare quelle situazioni, spesso riportate dalla cronaca, in cui l’interessato non riesce a prestare correttamente in italiano il giuramento».Revoca della cittadinanzaIncrementati anche i reati a fronte dei quali è prevista la revoca della cittadinanza italiana per le tre fattispecie, prevista ora per reati con finalità di terrorismo e di eversione dell’ordine costituzionale. Previsioni, queste, già frutto di un inasprimento voluto dal Decreto sicurezza Salvini con la legge del 1° dicembre 2018, n. 132. Ma ora, fa sapere Bordonali, si aggiungerebbero anche: «Omicidio, articolo 575 del Codice Penale; pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili, tratta di persone, violenza sessuale, violenza sessuale su minore e violenza sessuale di gruppo».L'articolo La stretta sulla cittadinanza ai minorenni (nati in Italia): pressing della Lega per il voto in commissione alla Camera proviene da Open.