Il caso “occhi spaccanti”, che ebbe come protagonista l’attore Raoul Bova, è al suo bivio giudiziario. La procura di Roma ha chiuso le indagini nei confronti di Federico Monzino, l’imprenditore accusato di aver tentato di estorcere denaro all’attore, minacciandolo di rendere pubbliche le sue conversazioni private con la modella Martina Ceretti. Secondo quanto riporta Repubblica, per la procura Monzino avrebbe ottenuto quelle conversazioni videoregistrandole direttamente dal cellulare di Cerretti. Poi, qualche giorno dopo, le avrebbe girate a Fabrizio Corona, dandogli materiale per il suo format “Falsissimo”. Da dove nasce l’accusa di tentata estorsioneSecondo i pm il 10 luglio, tramite l’account Instagram “Sei fottuto”, Monzino contattava la manager di Raoul Bova, Consuelo De Andreis, dichiarando di possedere materiale compromettente per la carriera e la vita privata dell’attore. Ottenuto il contatto diretto il giorno seguente, i toni si sono fatti espliciti. Gli atti giudiziari riportano avvertimenti diretti: «Non è il caso che venga fuori uno scandalo sui giornali, no? Per il tuo matrimonio, per la tua immagine, per il tuo presente e futuro lavoro. Altro che Don Matteo», seguiti da una scadenza precisa («Verrà pubblicato lunedì se non fai qualcosa»). «Io posso non fare accadere tutto ciò. Se mi vieni incontro blocchiamo tutto e rimane privato» e «Se vuoi essere gentile e farmi un regalo dato che ti sto salvando il culo sta a te», sono alcuni messaggi che Bova ha ricevuto in cui per la procura emerge chiaramente il tentativo di estorsione. L’attore però non cede, fa immediata denuncia, accettando il rischio di rendere pubblica una sfera intima pur di non sottostare all’estorsione. Come sottolineato dalla Procura, il disegno criminoso è fallito proprio grazie alla «ferma opposizione» dell’attore, seguito dal penalista David Leggi.Gli altri tentativi di estorsioneSuccessivamente, il 22 luglio, Monzino avrebbe spinto la stessa Ceretti a contattare di nuovo Bova per proporgli un «compromesso», subordinato alla condizione che l’attore rinunciasse a sporgere denuncia per gli episodi precedenti. All’esito delle indagini, la Procura ha formulato tre distinte contestazioni, ritenute legate dal vincolo della continuazione: tentata estorsione, violazione della corrispondenza privata per aver preso captato le conversazioni tra Ceretti e Bova e successiva diffusione delle stesse a Corona. La vicenda giudiziaria giunge ora a uno snodo fondamentale. Con la notifica dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari, la difesa di Monzino disporrà di venti giorni di tempo per depositare memorie, presentare documentazione integrativa, sollecitare ulteriori approfondimenti d’indagine o richiedere l’interrogatorio dell’indagato. Decorso tale termine, la Procura valuterà se formulare la richiesta di rinvio a giudizio.L'articolo Raoul Bova, chiuse le indagini sul presunto tentativo di estorsione di Monzino: le chat rubate e girate a Fabrizio Corona proviene da Open.