Nelle scuole austriache le ragazze che non hanno ancora compiuto 14 anni non possono più indossare il velo islamico. Il divieto riguarda anche l’hijab, che copre i capelli e lascia scoperto il volto. La norma è entrata in vigore con l’inizio dell’anno scolastico 2026/27: lunedì 7 settembre ha avuto il suo primo banco di prova con la riapertura degli istituti a Vienna, nella Bassa Austria e nel Burgenland.Il provvedimento è stato proposto dalla coalizione formata dall’Österreichische Volkspartei (ÖVP), di centrodestra, dalla Sozialdemokratische Partei Österreichs (SPÖ), di centrosinistra, e da NEOS, Das Neue Österreich und Liberales Forum, formazione liberale e centrista.In Parlamento la misura ha ottenuto anche i voti della Freiheitliche Partei Österreichs (FPÖ), partito di estrema destra. A votare contro sono stati soltanto i Verdi austriaci.Cosa prevede il divieto dell’hijab nelle scuole austriacheAlle studentesse sotto i 14 anni è vietato portare a scuola «un velo che copre il capo secondo le tradizioni islamiche». La restrizione non riguarda invece le attività didattiche organizzate fuori dall’istituto.In caso di violazione, l’insegnante deve chiedere alla studentessa di togliere il velo e la famiglia può essere convocata per un colloquio. Se il comportamento si ripete interviene l’autorità scolastica competente e, nei casi successivi, possono essere informati anche i servizi per la tutela dei minori. Per i genitori si può arrivare a una multa compresa tra 150 e 800 euro.Perché l’Austria ha vietato l’hijab alle under 14Il divieto è presentato come una misura per tutelare «l’autodeterminazione, l’uguaglianza e la visibilità» delle ragazze. Secondo il ministro dell’Istruzione Christoph Wiederkehr, serve a garantire loro il diritto a svilupparsi liberamente «senza costrizioni». Intervenendo nel novembre 2025 al Nationalrat, il Consiglio nazionale austriaco, ha spiegato che la soglia dei 14 anni è stata scelta perché da quell’età si raggiunge la maturità religiosa e si può decidere autonomamente quali simboli della propria fede indossare. Il precedente divieto bocciato dalla Corte costituzionaleNon è la prima volta che Vienna prova a introdurre un divieto di questo tipo. Nel 2019, quando l’Austria era governata dall’ÖVP di centrodestra e l’FPÖ di estrema destra, venne approvata una norma che vietava il velo islamico alle bambine delle scuole elementari fino ai dieci anni. SPÖ e NEOS, che oggi sostengono il provvedimento, all’epoca all’opposizione, non appoggiarono la legge.Nel dicembre 2020 la Corte costituzionale austriaca dichiarò illegittima la norma perché discriminatoria e contraria alla libertà religiosa.Immigrazione e integrazione, la linea del nuovo governo austriacoIl nuovo divieto arriva in una fase in cui immigrazione e integrazione occupano uno spazio crescente nel dibattito politico austriaco. Alle elezioni del settembre 2024 l’FPÖ, di estrema destra, è diventato il primo partito del Paese, con il 28,8% dei voti. Dopo mesi di trattative non è riuscito a formare un governo e nel marzo 2025 è nata la coalizione tra ÖVP, SPÖ e NEOS. L’esclusione dell’estrema destra dall’esecutivo non ha impedito ai partiti di governo di adottare una linea più rigida, adottando provvedimenti come il divieto dell’hijab. Una misura che nel 2019 non aveva ottenuto l’appoggio di socialdemocratici e liberali è stata questa volta sostenuta da quasi tutto il Parlamento.Anche la nuova norma potrebbe tornare davanti alla Corte costituzionale. Cinque ragazze tra i nove e i dodici anni, insieme ai loro genitori, avevano già presentato ricorso, ma nel luglio 2026 i giudici lo hanno dichiarato inammissibile perché il divieto non era ancora entrato in vigore. Ora che la misura è applicata, sarà possibile contestarla nuovamente. L’Islamische Glaubensgemeinschaft in Österreich (IGGÖ), l’organizzazione che rappresenta la comunità musulmana nel Paese, ha già annunciato di volerlo fare.Dove l’hijab è vietato a scuola in EuropaDal 2004 nelle scuole pubbliche francesi è vietato agli studenti indossare simboli o abiti che manifestino l’appartenenza religiosa. La circolare applicativa cita espressamente il velo islamico, la kippah e le croci di dimensioni particolarmente evidenti. La legge deriva dal principio generale della laïcité, la laicità della scuola pubblica.In Belgio, dal primo settembre 2026 nelle scuole secondarie gestite dalla provincia delle Fiandre orientali sono vietati durante le attività scolastiche simboli, indumenti o segni che esprimano convinzioni religiose o politiche.In Danimarca un divieto specifico dell’hijab nelle scuole è stato discusso ma non approvato. Nel 2023 il Parlamento ha respinto sia una proposta per vietarlo alle bambine delle scuole primarie sia una più ampia, rivolta anche al personale scolastico. Dal 2018 nel Paese è invece vietato coprire il volto nei luoghi pubblici.Dove è vietato coprire il voltoAltri Paesi intervengono invece soltanto sugli indumenti che nascondono il viso. Nei Paesi Bassi, dal 2019 il divieto riguarda scuole, università, strutture sanitarie, edifici pubblici e trasporti. In Norvegia burqa e niqab sono vietati durante le attività didattiche dal 2018. In Svizzera, dal gennaio 2025, la restrizione vale nei luoghi pubblici, salvo alcune eccezioni, e le violazioni possono essere punite con una multa fino a mille franchi.La proposta di Valditara in ItaliaAll’inizio di agosto il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha proposto di inserire nel nuovo ddl sicurezza un emendamento per vietare nelle scuole l’uso del velo integrale. Intervenendo a Tg2 Post il 4 agosto, il ministro ha sostenuto che indossare niqab e burqa contrasti con la parità tra uomini e donne, neghi l’identità della ragazza e ne ostacoli la socializzazione. La misura italiana resta per ora una proposta.L'articolo Austria, vietato l’hijab a scuola alle under 14: cosa prevede la legge e gli altri divieti in Europa proviene da Open.