AGI - A scorrerle in sequenza, le reazioni al voto in Sassonia-Anhalt ricordano un po' un celebre monologo di John Belushi: è colpa del riarmo, del governo Merz, della Cdu. Per non parlare dell'Spd. Tuttavia, la preoccupazione che trapela dalle dichiarazioni di leader e parlamentari è reale e in molti fanno discendere da quel 44 per cento al partito di Weidel delle lezioni per la sinistra nostrana.Le parole di Conte contro il riarmoTra i leader, il primo a esporsi è Giuseppe Conte che, a margine di un incontro con un'associazione di disabili, avverte: "In Europa spira un vento di estrema destra che propone addirittura di creare classi separate per le persone e gli studenti con disabilità: si chiama segregazione". A questo il leader del M5s aggiunge la critica alle politiche di riarmo da parte della Commissione europea: "In Germania ormai ci ritroviamo con una prospettiva di una superpotenza militare, arsenali pieni di armi, e una Afd che rivendica il governo del paese con la complicità di Meloni che ha sottoscritto ha contribuito indirettamente a tutto questo sottoscrivendo un piano di riarmo europeo".Le reazioni in casa demParole che arrivano a stretto giro da quelle dell'esponente Pd ed ex ministro, Andrea Orlando che non esita a chiamare in causa i socialdemocratici tedeschi: "In Germania l'Spd è al governo e continua a esprimere un'impostazione fortemente legata al rigore. Rispetto al rischio di deindustrializzazione, l'idea è stata che la strada potesse essere quella degli investimenti nel riarmo. Il risultato di Afd di ieri sera dice che questa strada non funziona". Analisi che non convince Alessandro Alfieri, senatore e responsabile per le Riforme e le Politiche europee del Pd. "Pensare di riportare delle elezioni di altri paesi europei alla realtà italiana è fuorviante", è la premessa dell'esponente dem all'AGI: "Il risultato di Afd pesca da più fattori: da persone che non sono contente dalla destra di Merz, intercetta paure, ansie e inquietudini di persone spaventate dai cambiamenti in atto e intercetta malumori su immigrazioni e sicurezza. Insomma, incrocia e specula sulla paura rispetto ai cambiamenti in atto", aggiunge Alfieri. L'unica lezione di cui deve fare tesoro il centrosinistra a tutte le latitudini, per il dem, è che "dobbiamo misurarci con le paure rassicurando, non speculando" e "riconoscere che ci sono queste preoccupazioni, non fare finta di niente, come fanno i nostri amministratori locali". Il modello, per Alfieri, è quello di tanti sindaci e amministratori italiani di centrosinistra che "quando ci sono temi legati alla sicurezza delle città li affrontano e cercano di governarli, non negarli". Più netto è Filippo Sensi, senatore Pd di estrazione riformista che respinge la "retorica del burro e dei cannoni. È una truffa. Burro e cannoni è una affermazione mussoliniana. E quando si contrappongono burro e cannoni, vincono sempre i cannoni. Io", continua, "quando sento la cattiva moneta di questa dicotomia che in Italia ha quel precedente mussoliniano, mi metto in modalità scettica. Da noi si usa molto. La usa Vannacci e il pacifismo peloso della Lega; la usano i Cinque Stelle che ne fanno il contrafforte della loro proposta politica. È un modo per piegare un'analisi complessa alla propria propaganda italiana". Eppure, sottolinea ancora Sensi, "gli argomenti utilizzati dal M5s sono, purtroppo, utilizzati anche da alcuni dei nostri", nel Partito Democratico". Detto questo, la ricetta di Sensi contro 'l'onda nera' vista in Germania è sovrapponibile a quella di Alfieri: "Se per spiegare perché la gente vota Afd rispondiamo che è per il riarmo vuol dire che non abbiamo capito niente. La gente vuole sapere in quanto tempo viene evasa la richiesta per un esame sanitario, se può guadagnare di più, se può risparmiare per fare studiare i figli. Quando il Pd prova a dire cose concrete fa il suo. Senno' la notte nera sarà lunga assai".Il punto di vista di Bonelli e MagiPer Angelo Bonelli di Avs le responsabilità della sinistra nel voto in Sassonia sono acclarate: "Se il 61% degli operai ha votato Afd, siamo di fronte a un dato enorme e inquietante, che non può essere spiegato soltanto con l'avanzata dell'estrema destra. La sinistra deve chiedersi perché non riesce più a intercettare il disagio e perché in tante periferie si sia prodotta una vera desertificazione politica e culturale". Chi assolve i progressisti europei è il leader di Più Europa, Riccardo Magi che invita a sgomberare il campo "dalla narrazione di queste ore: la vittoria di Afd in Sassonia non è un prodotto dei fallimenti di politiche progressiste, come qualcuno vorrebbe far credere in maniera caricaturale, piuttosto è un sintomo della crisi della democrazia e un prodotto diretto della degenerazione della destra europea".