A luglio 2026 l'indice della produzione automotive italiana ha rallentato ulteriormente, segnando una crescita di appena il +1,6%. Il dato emerge dalle rilevazioni preliminari dell'Anfia, l'associazione nazionale della filiera dell'industria automobilistica, ed è stato commentato dal direttore generale Gianmarco Giorda.Il quadro è diviso in due: la fabbricazione di autoveicoli resta in territorio positivo a doppia cifra, con un +10,5% trainato dalla produzione di autovetture (+11,4%). Al contrario, la produzione di parti e accessori per autoveicoli e loro motori registra una flessione del -9,5%.Secondo Giorda, sul comparto della componentistica pesa in modo determinante la crisi del settore automotive in Germania, che è il primo mercato di destinazione dei componenti italiani. Questo si traduce in ripercussioni dirette sui fornitori italiani più integrati nelle catene di fornitura tedesche.I numeri lo confermano: nei primi cinque mesi del 2026, il valore delle esportazioni italiane di componenti automotive verso la Germania ha registrato una contrazione del 4,6% rispetto allo stesso periodo del 2025.A questo si aggiunge un ulteriore elemento di instabilità: la domanda domestica ed europea appare incerta, con i consumatori ancora disorientati nelle scelte d'acquisto in una fase di transizione tecnologica in cui convivono più soluzioni e le regole sono ancora in fase di revisione.A supporto di questa lettura, Giorda cita il sondaggio Clepa-YouGov, condotto su oltre 5.200 cittadini nei cinque principali mercati europei. I risultati mostrano che:solo l'8% degli intervistati indica un veicolo elettrico a batteria come prossima auto da acquistareil 47% degli intervistati dichiara di preferire un approccio europeo basato sull'incentivazione delle tecnologie a basse e zero emissioni, anziché sul divieto di alcune tecnologie esistentiGiorda sottolinea che questi dati rafforzano la necessità di un percorso di transizione che tenga conto delle dinamiche reali del mercato e delle esigenze dei consumatori, con un approccio tecnologicamente neutrale. Per l'intera filiera automotive, operare in un quadro regolatorio stabile e prevedibile è, secondo il direttore generale dell'Anfia, una condizione indispensabile per programmare gli investimenti e mantenere la competitività a livello globale.L'articolo Produzione auto italiana a luglio 2026 tra crescita e crisi dei componenti sembra essere il primo su Smartworld.