La donna che fa tremare Lavitola (e Ranucci)

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Dice, lascia intendere, poi si ferma. Natalia Potenza, ex compagna argentina di Valter Lavitola e madre di due dei suoi figli, è diventata una delle figure potenzialmente più delicate dell’inchiesta che ruota attorno al faccendiere. Perché conosce molto, forse moltissimo, della sua vita privata e dei suoi affari. E adesso, soprattutto, sembra intenzionata a raccontarlo ai magistrati.Il suo avvocato, il penalista Giuseppe Cavallaro, ha già contattato il pm Edoardo De Santis. E al Corriere della Sera anticipa senza troppi giri di parole ciò che potrebbe accadere: “Natalia parlerà di tutto, molte circostanze, molti dettagli”. Una frase destinata a pesare non soltanto sulla posizione di Lavitola, ma anche sui tanti personaggi entrati, direttamente o indirettamente, nelle carte dell’indagine. Compreso Sigfrido Ranucci.Il primo terreno di scontro è già emerso. Ranucci ha negato l’esistenza di una chat con Laura Cianfoni, sua amica storica. Potenza, invece, secondo quanto lascia intendere il suo legale, potrebbe offrire una ricostruzione differente. Ed è soltanto uno dei capitoli sui quali l’ex compagna di Lavitola potrebbe essere chiamata a fare chiarezza.Finora il suo nome compare soltanto marginalmente negli atti. Nella richiesta di misura cautelare nei confronti di Lavitola, i magistrati dell’Antimafia capitolina annotano che al 28 febbraio 2025 risultava intestato proprio a Potenza un contratto di locazione agevolata per l’appartamento romano di via Ambrogio Traversari dove la coppia viveva con i figli minorenni. Un dettaglio apparentemente secondario, che potrebbe però assumere un peso diverso alla luce degli approfondimenti in corso sulle disponibilità economiche e finanziarie del faccendiere.Lavitola viene infatti descritto come sostanzialmente privo di patrimonio, ma allo stesso tempo capace di sostenere uno stile di vita che comprendeva anche costosi viaggi e safari. È proprio sui flussi di denaro, sui rapporti economici e sulla gestione degli affari che le conoscenze di Natalia potrebbero rivelarsi particolarmente interessanti per gli investigatori.Perché Potenza non era una presenza marginale nella vita dell’ex compagno. Era la titolare del Cefalù bistrot, conosceva il progetto africano legato alle mangrovie e ai carbon credit e conosceva Gomes Clesio Tavares. Era inoltre con Lavitola il 4 luglio, quando lo stava accompagnando all’aeroporto di Fiumicino mentre scattavano le perquisizioni. Una presenza costante, insomma. Anche negli anni precedenti, quando Lavitola si trovava a Buenos Aires e cercava di sottrarsi ai riflettori. Natalia ascoltava, conosceva e taceva. Adesso il quadro sembra essere cambiato. Potenza potrebbe così diventare una delle persone in grado di riempire i vuoti rimasti nella ricostruzione fornita da Lavitola. Un timore che lo stesso faccendiere, almeno nelle conversazioni finite agli atti, sembrava avere intuito. “Natalia io non vorrei che se mi arrestano mercoledì (l’8 luglio, giorno in cui era fissato il primo interrogatorio in Procura, ndr) tu stai qua, hai capito che ti voglio dire?”, le diceva. Parole che tradivano la preoccupazione per ciò che sarebbe potuto accadere dopo un eventuale arresto. E non soltanto sul piano giudiziario. Restano infatti da chiarire diversi aspetti economici e finanziari sui quali Potenza potrebbe fornire nuovi elementi.Leggi anche:Ranucci-Lavitola, “ci sono buchi nelle chat”: cosa cercano gli inquirentiC’è poi il capitolo personale. Lavitola avrebbe confidato timori analoghi anche a un’altra donna, un’estetista di origine brasiliana con la quale aveva una relazione. Anche a lei descriveva apertamente il rischio di finire in carcere: “La situazione può essere molto diversa. Possono esserci tutte le opzioni, che non verrò arrestato, molto difficile, speriamo, che Dio voglia ma è molto difficile che verrò arrestato per molto tempo. Anche molto difficile che sarò arrestato per medio tempo, per qualche anno, questa è molto facile. Mi stai ascoltando, amor?”. Una loquacità che oggi rischia di trasformarsi in un problema. Lavitola parlava molto, con molte persone. Natalia Potenza, invece, finora ha parlato poco.È proprio questo che può renderla pericolosa. Perché quando sarà convocata in Procura, se manterrà quanto annunciato dal suo legale, potrebbe mettere sul tavolo nomi, rapporti, denaro e conversazioni ancora da chiarire. E trasformarsi, da figura laterale dell’inchiesta, in una delle testimoni più temute.Massimo Balsamo, 11 settembre 2026L'articolo La donna che fa tremare Lavitola (e Ranucci) proviene da Nicolaporro.it.