Alla Treccani si celebra l'anniversario della morte di Allende

Wait 5 sec.

AGI - "Viva il Cile! Viva il popolo! Viva i lavoratori! L'umanità avanza verso la conquista di una vita migliore. Queste sono le mie ultime parole e ho la certezza che il mio sacrificio non sarà vano, ho la certezza che, per lo meno, ci sarà una lezione morale che castigherà la vigliaccheria, la codardia e il tradimento". Queste parole furono pronunciate alla radio l'11 settembre 1973 da Salvador Allende, che morì lo stesso giorno per il colpo di Stato che portò al potere per 17 anni la dittatura del generale Pinochet.Oggi, nei prestigiosi saloni della libreria Treccani, il cantante e compositore catalano Joan Manuel Serrat ha ricevuto il Premio "Salvador Allende" dalle mani di Massimo Bray, direttore generale dell'Istituto della Enciclopedia Italiana. "Mi hanno scritto dal Cile - afferma oggi Bray - e, per la prima volta da molti anni, oggi non ci saranno in Cile manifestazioni che ricordino il sacrificio di Allende. Questo e' terribile".Il significato del premio AllendeIl premio Allende, si legge nelle motivazioni, vuole mettere in risalto gli artisti e gli umanisti che hanno dedicato tempo e impegno perché il Cile tornasse a essere una democrazia. Serrat afferma: "Allende e' un emblema perche' lotto' per il progresso, la liberta', la democrazia. Liberta', democrazia e giustizia vanno sempre insieme. Non mi piacciono i tempi di oggi. I valori morali sono stato sostituiti dal mercato, dove tutto ha un prezzo. Sono tempi di massacri, di deportazioni, di migranti morti, di catastrofi come il cambiamento climatico. Sono tempi di guerra in Ucraina, in Palestina, in Congo, in Birmania, nel Sahel".Ricordi e figure di spiccoRodrigo Diaz, presidente dell'Associazione per la promozione della cultura latino americana in Italia, ricorda la figura di Tomaso de Vergottini, che rinunciò alla carriera diplomatica per rimanere in Cile come incaricato d'affari e salvò oltre duemila giovani vicini ad Allende, ospitandoli nella nostra ambasciata. All'epoca Aldo Moro espresse vicinanza a Salvador Allende, soprattutto dopo il feroce colpo di Stato.Marcela Ahumada, direttore esecutivo della Fondazione Allende, ricorda: "A Serrat dal 1973 fu impedito l'ingresso in Cile. Serrat per 17 anni ci ha dato la speranza. Il suo concerto in Cile nel 1990 fu memorabile. Un cantautore catalano, un nobile e sincero amico, si è battuto per la libertà del nostro popolo. Senza memoria siamo condannati a ripetere il passato. Noi siamo per la libertà e la democrazia contro ogni forma di autoritarismo".Dal prossimo 25 ottobre al primo novembre si terrà a Trieste il Festival del Cinema Ibero-Latino Americano. Il presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, afferma: "Serrat è una delle personalità più autorevoli della cultura ibero-latino americana. Sostiene da sempre i valori della democrazia. La scelta di Serrat valorizza un percorso segnato dall'impegno civile".