Étienne Droin, 31 anni, stava tornando a casa a Puteaux, nella regione parigina, nella notte del 23 agosto. È stato seguito, brutalmente aggredito e derubato del telefono e dello zaino. Ritrovato privo di sensi da un passante, è stato trasportato d’urgenza in ospedale, dove è rimasto in coma fino alla morte, avvenuta il 1° settembre. Gli investigatori sono riusciti a risalire al presunto aggressore grazie alle tracce di DNA.Si tratta di un cittadino sudanese, Mohamed Abderahmane A., che si trovava irregolarmente in Francia e che, secondo le informazioni riportate dalla stampa, era destinatario di un’OQTF dal dicembre 2022. L’OQTF, Obligation de Quitter le Territoire Français, è il provvedimento con cui le autorità francesi impongono a uno straniero di lasciare il territorio. Nel caso del sospettato, il provvedimento risalirebbe quindi a quasi quattro anni prima della tragedia.Nonostante quell’ordine di allontanamento, l’uomo sarebbe rimasto in Francia. Oggi è accusato di essere il responsabile dell’aggressione costata la vita a Étienne. È stato arrestato e posto in custodia cautelare, ma nega ogni responsabilità: sarà la giustizia a stabilire se sia effettivamente lui l’autore del delitto.Ma perché un uomo sottoposto a un’OQTF nel 2022 si trovava ancora sul territorio francese nel 2026? È una domanda che diventa ancora più pesante alla luce della morte di Étienne. Un’OQTF non equivale automaticamente a un’espulsione: l’esecuzione concreta può incontrare ostacoli amministrativi, giudiziari e diplomatici. Ma proprio questa distanza tra il provvedimento scritto e la sua effettiva applicazione rappresenta da anni uno dei problemi più controversi della politica migratoria francese.Cinque identità per il sospettato sudaneseIl migrante sudanese sospettato dell’omicidio di Étienne D. a Puteaux sarebbe stato registrato dalle autorità con cinque diverse identità. Secondo le informazioni riportate dalla stampa, Mohamed Abderahmane A. risulterebbe infatti conosciuto anche con i seguenti alias:• Ibrahim Salim, nato il 26 gennaio 1997 a Wad Madani, Sudan;• Al Tum Mohamed, nato il 24 giugno 2001 a Djezira Madani, Sudan;• Etoune Mohamed, nato il 20 giugno 2001 a Wad Madani, Sudan;• Abderahmane Mohamed Nohamed, nato il 26 aprile 2001 a Wad Madani, Sudan;• Atoum Ibrahim, nato il 26 gennaio 1998 a Oued Madani, SudanUna pluralità di identità che aggiunge un ulteriore elemento inquietante a una vicenda già segnata dalla presenza di un’OQTF rimasta ineseguita. Saranno ora le autorità francesi a fare piena luce sull’identità dell’uomo e sulle circostanze che gli hanno permesso di rimanere sul territorio nonostante il provvedimento di allontanamento.Da Lola a Philippine, fino a ÉtienneIl nome di Étienne richiama inevitabilmente quello di Lola Daviet, la dodicenne uccisa a Parigi nell’ottobre 2022. Anche in quel caso, dopo l’arresto della principale sospettata, emerse che la donna era stata destinataria di un’OQTF. La vicenda provocò una gigantesca discussione politica e mediatica sul controllo dell’immigrazione irregolare e sulla capacità dello Stato di rendere effettivi i provvedimenti di allontanamento.Due anni dopo, nel settembre 2024, fu la volta di Philippine Le Noir de Carlan, studentessa di 19 anni trovata morta nel Bois de Boulogne. Il principale sospettato, un cittadino marocchino già condannato per stupro, era stato sottoposto a un’OQTF dopo la sua scarcerazione. L’espulsione non era stata eseguita e l’uomo era stato successivamente arrestato in Svizzera. Il caso provocò un’immediata discussione nazionale sull’efficacia delle OQTF e sulle falle del sistema di espulsione.Leggi anche: La sinistra francese vuole censurare i crimini degli immigratiQuando un’OQTF rimane sulla cartaTre vicende diverse, tre procedimenti giudiziari distinti, ma un elemento che torna: un provvedimento di allontanamento emesso dalle autorità francesi e una persona che, nonostante ciò, è rimasta sul territorio.L’aggressione e la morte di Étienne hanno suscitato forte emozione anche nel mondo politico. Marine Le Pen, candidata del Rassemblement National alla presidenza della Repubblica, ha parlato di «emozione e rabbia» di fronte a una violenza che, a suo giudizio, continua a mietere vittime «nell’indifferenza generale». La leader del RN ha quindi puntato il dito contro il «potere macronista», accusandolo di aver favorito negli ultimi dieci anni un’immigrazione «fuori controllo» e di non essere riuscito a garantire l’esecuzione delle OQTF. Per Le Pen, questa politica avrebbe una «pesante responsabilità» nell’aumento dell’insicurezza in Francia. Cristina de Palma, 11 settembre 2026L'articolo Étienne, 31 anni, linciato da un migrante. Doveva essere espulso 4 anni fa proviene da Nicolaporro.it.