L’esercito israeliano ha avviato questa mattina una serie di esercitazioni militari in diverse aree della Cisgiordania occupata, in preparazione alle festività ebraiche e con l’obiettivo dichiarato di verificare la capacità delle forze di sicurezza di reagire a diversi possibili scenari.Le manovre sono iniziate intorno alle 6 del mattino e prevedono anche simulazioni a sorpresa. Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno precisato che l’attività era stata programmata in precedenza e che non è collegata a specifici incidenti di sicurezza in corso. Le operazioni dovrebbero proseguire per gran parte della giornata.L’esercitazione coincide con l’avvicinarsi di Rosh Hashanah, il capodanno ebraico, ed è inserita nel dispositivo di sicurezza predisposto da Israele per il periodo delle festività, che comprende anche lo Yom Kippur.Le manovre si svolgono in una fase di forte tensione in Cisgiordania, dove negli ultimi mesi si sono intensificate le operazioni dell’esercito israeliano, gli scontri e gli episodi di violenza che coinvolgono palestinesi e coloni israeliani.Proprio oggi l’Unicef ha richiamato l’attenzione sulle conseguenze della situazione per la popolazione più giovane. Secondo il Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia, tra giugno e la prima settimana di settembre dieci minori palestinesi sono stati uccisi in Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est.Dall’inizio del 2026 sarebbero inoltre più di 1.700 i bambini palestinesi costretti ad abbandonare le proprie abitazioni a causa delle violenze dei coloni, delle limitazioni agli spostamenti e delle demolizioni disposte dalle autorità israeliane.Particolarmente pesanti anche le conseguenze sul sistema scolastico. Nei primi sei mesi dell’anno l’Unicef ha documentato 224 episodi che hanno interessato strutture o attività educative, coinvolgendo complessivamente oltre 20mila studenti e 859 tra insegnanti e membri del personale.La situazione in Cisgiordania si è progressivamente deteriorata dopo il 7 ottobre 2023, parallelamente alla guerra nella Striscia di Gaza. Alle operazioni militari israeliane si è aggiunto l’aumento delle violenze attribuite ai coloni più radicali, diventato motivo di tensione anche nei rapporti tra Israele e alcuni dei suoi alleati occidentali.Sul piano internazionale resta inoltre aperta la questione degli insediamenti israeliani nei territori occupati, considerati illegali secondo il diritto internazionale dalla maggior parte della comunità internazionale. Diversi governi occidentali hanno recentemente adottato o valutato misure contro gli insediamenti e contro i coloni responsabili di violenze, mentre il governo israeliano contesta le accuse e rivendica le proprie esigenze di sicurezza.