AGI - L’Italia punta a rafforzare la propria presenza nell’agricoltura algerina facendo leva su meccanizzazione, irrigazione intelligente e digitalizzazione delle aziende agricole. Il 28 e 29 settembre una delegazione di quindici imprese italiane sarà ad Algeri per presentare tecnologie e sviluppare collaborazioni con gli operatori locali.Organizzata dall’Agenzia Ice insieme a FederUnacoma, la federazione italiana dei costruttori di macchine agricole, la missione rappresenta uno dei seguiti concreti del Business Forum Italia-Algeria del luglio 2025.Un settore strategico per l’AlgeriaLa posta in gioco va oltre la promozione commerciale. L’agricoltura contribuisce per circa il 15 per cento al prodotto interno lordo algerino e dispone di oltre 8,6 milioni di ettari di superficie agricola utile.Il settore occupa un posto centrale nella strategia di sovranità alimentare perseguita da Algeri, che punta a rafforzare la produzione interna e a ridurre la dipendenza dalle importazioni, in particolare per prodotti strategici come i cereali.La sfida della modernizzazioneIl comparto presenta tuttavia ampi margini di modernizzazione. Secondo le stime dell’Ice, circa il 70 per cento delle attività agricole si basa ancora su metodi tradizionali.Una trasformazione resa ancora più urgente dalla scarsità d’acqua, dall’irregolarità delle precipitazioni e dagli effetti del cambiamento climatico.Meccanizzazione, monitoraggio digitale delle coltivazioni e sistemi irrigui più efficienti sono quindi considerati strumenti essenziali per aumentare le rese e contenere il consumo delle risorse idriche.Cinque filiere al centro della missioneLe aziende italiane presenti ad Algeri rappresenteranno cinque principali filiere: macchine e attrezzature per agricoltura e allevamento, digitalizzazione, irrigazione intelligente, vivaismo ortofrutticolo e sistemi di stoccaggio.Il 28 settembre sono previsti incontri B2B, mentre la giornata successiva sarà dedicata alle visite presso aziende agricole dell’area della capitale, per confrontare direttamente l’offerta tecnologica italiana con le esigenze dei produttori algerini.Una presenza italiana già significativaLa missione prosegue una presenza italiana già significativa nel settore. Al salone Sipsa Filaha, organizzato ad Algeri nel maggio 2026, l’Italia aveva partecipato con 32 espositori, risultando la seconda delegazione straniera più numerosa.Dodici imprese erano riunite nel Padiglione Italia organizzato da Ice e FederUnacoma.Il ruolo del Piano MatteiLa cooperazione agricola ha inoltre assunto un peso crescente nel Piano Mattei per l’Africa, del quale l’Algeria è uno dei primi Paesi partner.L’impostazione italiana punta a collegare investimenti produttivi, trasferimento tecnologico e formazione, favorendo al tempo stesso lo sviluppo di filiere locali.Il progetto BF a TimimounIl progetto del gruppo italiano BF a Timimoun, nel Sahara algerino, rappresenta finora l’esempio più avanzato di questo modello.L’accordo da 420 milioni di dollari firmato nel 2024 con il Fondo nazionale di investimento algerino prevede lo sviluppo di 36 mila ettari destinati soprattutto a grano duro, lenticchie e ceci.Il programma comprende sistemi italiani di irrigazione a pivot, strutture per la trasformazione e dodici silos per una capacità complessiva di 62 mila tonnellate, oltre alla creazione prevista di più di 6.700 posti di lavoro diretti e indiretti.Oltre la vendita di macchinariLa missione di settembre arriva quindi in una fase in cui il rapporto agricolo tra Roma e Algeri tende a superare la semplice vendita di macchinari.L’obiettivo è inserirsi nella trasformazione del modello produttivo algerino, collegando tecnologia, gestione dell’acqua, stoccaggio e sviluppo di nuove filiere agroindustriali.