La partita sul prezzo delle memorie si sposta in tribunale: CXMT fa causa al PentagonoLa strada che potrebbe portare le memorie cinesi dentro i futuri dispositivi Apple passa anche da un tribunale americano. Changxin Memory Technologies, più nota come CXMT, ha citato in giudizio il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti chiedendo di essere rimossa dalla lista delle aziende considerate legate all’esercito cinese.La vicenda interessa direttamente Apple perché arriva poco dopo che l’azienda avrebbe chiesto al governo statunitense un’autorizzazione per acquistare componenti di memoria proprio da CXMT, con l’obiettivo di utilizzarli in futuri dispositivi, in particolare in quelli destinati al mercato cinese.Leggi ancheApple starebbe già testando la RAM di CXMT, il fornitore cinese nella blacklist del Pentagono8 Lug 20260 CommentiCosa contesta il produttore cineseIl Pentagono ha inserito CXMT nell’elenco delle società considerate collegate all’apparato militare cinese nel gennaio 2025. La designazione rappresenta un problema soprattutto sul piano politico e reputazionale, e rende molto più complicato per l’azienda costruire rapporti commerciali con Apple e con gli altri grandi clienti occidentali.Nella causa federale il produttore ribadisce di non avere legami con l’esercito e sostiene di progettare e produrre chip di memoria destinati esclusivamente a prodotti commerciali e civili, contestando inoltre la mancanza di prove sufficienti a giustificare la propria presenza nell’elenco.C’è poi un passaggio decisamente curioso: a febbraio il Dipartimento della Difesa aveva pubblicato un avviso nel quale annunciava la rimozione di CXMT dalla lista, salvo poi ritirare quello stesso avviso poche ore dopo. Quando a giugno il governo statunitense ha aggiornato nuovamente l’elenco, il nome del produttore cinese risultava ancora presente. È proprio questa gestione poco lineare che CXMT utilizza ora come uno degli argomenti per chiedere al tribunale di annullare la designazione.Dietro la politica c’è il prezzo delle memorieDietro alla partita politica c’è soprattutto una questione economica. I prezzi di componenti fondamentali come le memorie DRAM e NAND sono aumentati rapidamente e in alcuni segmenti hanno raggiunto livelli molto superiori rispetto a quelli registrati prima dell’attuale fase di scarsità. Apple ha già dovuto fare i conti con questo scenario alzando i prezzi di alcuni prodotti, e Tim Cook ha spiegato che l’impatto del costo delle memorie è diventato sempre più difficile da assorbire.Leggi ancheApple fa una richiesta a Trump per riuscire a vendere gli iPhone 18 Pro e Ultra a prezzi più contenuti27 Giu 20264 CommentiPer questa ragione l’azienda ha tutto l’interesse ad ampliare il numero dei propri fornitori. La Cina rappresenta da questo punto di vista una delle poche alternative credibili ai grandi produttori che dominano oggi il mercato mondiale: CXMT sta investendo pesantemente nella produzione di DRAM, mentre Yangtze Memory Technologies sta facendo lo stesso nel settore NAND.Per l’utente significa che l’ingresso di un nuovo produttore nella catena di fornitura avrebbe un doppio vantaggio: potrebbe ridurre direttamente il costo dei componenti e, soprattutto, aumentare il potere negoziale di Apple nei confronti dei fornitori tradizionali. La cancellazione del nome di CXMT dalla lista del Pentagono non garantirebbe automaticamente un contratto, ma rimuoverebbe uno dei principali ostacoli politici alla collaborazione: ed è esattamente il risultato che il produttore cinese proverà ora ad ottenere in tribunale.