Strage Ustica, scontro totale in diretta: “Spieghino perché hanno mentito per sei anni”

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Il 27 giugno 1980 il DC-9 Itavia in volo da Bologna a Palermo precipitò nel Mar Tirreno, all’altezza di Ustica, provocando la morte di 81 persone, tra cui 11 bambini. Quarantacinque anni dopo, la Procura della Repubblica di Roma ha consegnato al GIP, nel 2025, 450 pagine di nuove indagini — riaperte nel 2008 dopo le dichiarazioni dell’allora ex Presidente della Repubblica Francesco Cossiga sul coinvolgimento francese — chiedendone tuttavia l’archiviazione: gli autori materiali dell’abbattimento non sono stati identificati.È proprio da quelle 450 pagine che parte la richiesta di non archiviare ancora la strage. Daria Bonfietti, presidente dell’Associazione dei Parenti delle Vittime della Strage di Ustica, insiste sul punto in diretta ad Astrea: “Nelle pagine consegnate ci sono tanti nuovi elementi da ancora valutare, indagare”. Cita in particolare la testimonianza di un addetto militare, Giambattista Sparla, raccolta nel corso delle indagini: “Si può affermare che la sera del 27 giugno 1980 l’ufficio SHAPE della NATO era in stato di allerta che derivava dall’incidente in cui erano stati coinvolti aerei militari che partecipavano all’esercitazione della NATO”. Per Bonfietti, quella dichiarazione “fornisce la chiarezza indubitabile ormai che quella notte si seppe in diretta quello che stava avvenendo e poi si riuscì a nascondere, a depistare, a distruggere prove”.Il tracciato radar e i generaliAl centro delle nuove valutazioni c’è anche il tracciato radar registrato quella notte dai siti dell’Aeronautica Militare, che all’epoca erano gestiti interamente da personale militare. Bonfietti ne ricostruisce il significato: “Quel tracciato era in mano ai nostri generali dell’Aeronautica”. Sulla rotta del DC-9 compaiono due punti, indicati come -17 e -12, in cui la scia dell’aereo viene attraversata trasversalmente da altri velivoli: “Indicano per l’appunto che a un certo momento è stato attraversato la scia del DC-9 da altri aerei che gli hanno tagliato la strada, e l’hanno coinvolto nel dramma”. Gli elementi raccolti, spiega, non bastano però a stabilire quale tra le forze armate straniere presenti quella notte — inclusa la portaerei francese Foch, la cui presenza nei mari dell’incidente è “chiaramente e decisamente, definitivamente approvato” — sia responsabile: “I magistrati riescono a raccontare le quintalate di rogatorie fatte nei confronti di questi paesi per farsi raccontare la verità, ma non gli è stata data, è stato risposto in maniera evasiva, in maniera non esaustiva”.Su questa distanza tra le sentenze e la verità dei fatti, Bonfietti richiama la sentenza-ordinanza del giudice istruttore Rosario Priore, 5.400 pagine redatte con il vecchio rito: “Lui determinò le cause dell’evento in quella sentenza ordinanza e rinviò a giudizio dei generali dell’Aeronautica”. Sottolinea però una distinzione che ritiene decisiva: quei rinvii a giudizio non riguardavano l’abbattimento dell’aereo, bensì le dichiarazioni rese nell’immediatezza dei fatti. Per sei anni, ricorda, la versione ufficiale fu quella del cedimento strutturale: “Se lo ricordi sempre nell’immediatezza dell’evento, per 6 anni questa è stata la verità ufficiale dei generali. E per questo poi saranno rinviati a giudizio, per avere detto quelle bugie”. Le assoluzioni intervenute nei tre gradi di giudizio penale, osserva, non intaccano questa lettura: “Erano incriminati per avere distrutto delle prove, per avere impedito alla giustizia di vedere quel tracciato radar, e quindi li hanno rinviati a giudizio per questi tipi di reato. La magistratura non è riuscita a dimostrare che sapeva, punto. E quindi è stato assolto”.Le perizie sulla bomba e il missileBonfietti torna sul lavoro dei periti nominati dallo stesso giudice Priore — tra cui il collegio guidato da Massimo Misiti — che in una prima fase delle indagini avevano sostenuto l’ipotesi della bomba a bordo, salvo essere sconfessati dagli stessi magistrati: “Consegnarono a metà anni ’90 una perizia che diceva: è stato abbattuto da una bomba. E i magistrati hanno scritto: questa perizia che dice bomba è affetta da tanti e tali vizi da essere ritenuta inutilizzabile, punto”. Le conclusioni accolte dai giudici furono altre, quelle riconducibili all’ipotesi di un episodio di guerra aerea: “I periti dei magistrati, non io, hanno detto che è stato abbattuto all’interno di un episodio di guerra aerea. Per me poteva essere anche un UFO, la verità volevo”.Sulle responsabilità individuali, la presidente dell’associazione rivendica una lettura che tiene distinti i due piani, quello delle cause e quello dei comportamenti: “Non dovevano e non avevano titolo per cercare di analizzare le cause e non le hanno analizzate.” In sede civile, ricorda, il Ministero della Difesa e il Ministero dei Trasporti sono stati condannati a risarcire i familiari delle vittime, un esito che per lei chiarisce comunque un punto: “È responsabile il Ministero della Difesa, dopodiché sono problemi suoi se ha dei militari che vedono cadere un aereo e dicono che non l’hanno visto.”Nel video il confronto nella trasmissione di Rosanna Piras.The post Strage Ustica, scontro totale in diretta: “Spieghino perché hanno mentito per sei anni” appeared first on Radio Radio.