È “Woman Unknown” di May el-Toukhy il film vincitore della 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. La giuria presieduta da Maggie Gyllenhaal ha assegnato il Leone d’Oro al dramma ambientato alla fine della Seconda guerra mondiale, costruito attorno a una donna costretta a nascondere un segreto capace di compromettere il proprio futuro. Una vittoria che ha dato alla serata conclusiva di Venezia 83 un segno fortemente femminile, rafforzato anche dalla Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile assegnata a Mathilde Arcel, protagonista dello stesso film.La cerimonia di chiusura ha però raccontato molto più del semplice palmarès. Sul palco sono arrivati i temi che hanno attraversato questa edizione della Mostra: Gaza, la guerra in Ucraina, la condizione delle donne, la crisi del lavoro e il progressivo indebolimento dei legami sociali. Una Venezia fortemente politica, nella quale i discorsi dei vincitori hanno spesso spostato l’attenzione dai film all’attualità internazionale. E mentre il cinema italiano è rimasto fuori dai premi del concorso principale, qualche soddisfazione è arrivata dalla sezione Orizzonti con Riccardo Scamarcio e con I figli della scimmia di Tommaso Landucci.Melissa Satta a Venezia 2026: sul red carpet sceglie il total denimVenezia 83, “Woman Unknown” di May el-Toukhy vince il Leone d’OroIl Leone d’Oro 2026 va dunque a Kvinde Ukendt (Woman Unknown), coproduzione tra Danimarca, Svezia e Lettonia diretta da May el-Toukhy, una delle pochissime registe presenti nel concorso principale di questa edizione. Il film racconta una donna che, nel difficile passaggio seguito alla fine della Seconda guerra mondiale, tenta di sottrarsi alle conseguenze di un segreto legato al proprio passato. Per la regista è un racconto sull’invisibilità femminile, ma soprattutto sul modo in cui il corpo delle donne possa diventare contemporaneamente terreno di giudizio, controllo e conflitto.Nel suo discorso di ringraziamento el-Toukhy ha spiegato di considerare Woman Unknown un film sul “corpo femminile come campo di battaglia e questione pubblica”, evocando tutte quelle donne rimaste invisibili, senza voce o escluse dal racconto ufficiale. Il progetto, secondo quanto raccontato dalla stessa cineasta, sarebbe nato dall’immagine di una donna seduta su una panchina con gli abiti strappati e una svastica dipinta sulla schiena, fotografia che ha spinto il gruppo di lavoro ad approfondire le storie di donne pubblicamente umiliate e perseguitate nel dopoguerra.La regista ha voluto rivolgere anche un messaggio personale alla figlia adolescente, invitandola simbolicamente ad alzare gli occhi dal telefono, a usare la propria voce e a denunciare la disumanizzazione. Una dichiarazione che ha sintetizzato bene il tono dell’intera serata finale: il cinema come spazio artistico, ma anche come strumento per intervenire sul presente.Il rossetto nude conquista Venezia 2026: il trend delle starMathilde Arcel vince la Coppa Volpi per “Woman Unknown”Il successo di Woman Unknown è stato completato dalla Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile assegnata a Mathilde Arcel. L’attrice è il volto centrale del film di el-Toukhy e il doppio riconoscimento ha reso il titolo il vero protagonista del palmarès di Venezia 83.Maggie Gyllenhaal, presidente della giuria, ha difeso la scelta di assegnare due premi allo stesso film sottolineando come il verdetto non fosse legato a considerazioni di genere, ma alla qualità dell’opera. Per la giuria, Woman Unknown è stato semplicemente uno dei film più forti e compiuti dell’edizione.Foto: Cerimonia di Chiusura Festival di Venezia 2026. Nella foto Yuval Abraham, Rachel Szor (Naza) – di: Manuele Mangiarotti/ipa-agency.net“Naza” vince il Premio Speciale della Giuria: Gaza entra nella premiazione di VeneziaTra i film più discussi dell’intera Mostra c’è stato “Naza” di Yuval Abraham e Rachel Szor, indicato da molti osservatori tra i possibili candidati al Leone d’Oro. Il documentario dedicato a Gaza non ha conquistato il premio principale, ma si è aggiudicato il Premio Speciale della Giuria, accolto da una standing ovation in Sala Grande.Il momento della premiazione si è trasformato in uno dei passaggi più politici della serata. Abraham ha richiamato esplicitamente la situazione a Gaza e ha accusato i governi occidentali di non esercitare sufficiente pressione su Israele, mentre sul palco lui e Rachel Szor hanno abbracciato Kaouther Ben Hania, regista de La voce di Hind Rajab e componente della giuria. Il film, già al centro di discussioni durante la Mostra, ha così riportato la guerra e la questione palestinese al centro della cerimonia conclusiva.Venezia 83, Leone d’Argento a Lee Chang-dong e premio alla regia per Ilya KhrzhanovskyIl Leone d’Argento – Gran Premio della Giuria è andato a Possible Love del sudcoreano Lee Chang-dong, che nel proprio discorso ha richiamato la crisi del lavoro e l’indebolimento dei rapporti umani contemporanei. Il regista ha spiegato di aver realizzato il film interrogandosi su quale possa essere oggi il ruolo del cinema in una società nella quale il significato stesso del lavoro e delle relazioni appare sempre più fragile.Il Leone d’Argento per la migliore regia è stato invece assegnato a Ilya Khrzhanovsky per “Dau”. La presenza del cineasta russo aveva suscitato polemiche già al momento dell’annuncio della selezione, dopo le critiche provenienti dall’Ucraina, che aveva accusato il progetto di avere una natura propagandistica filo-russa. Accuse respinte dal direttore Alberto Barbera e dallo stesso regista. Sul palco Khrzhanovsky ha dedicato il premio agli ucraini che combattono per la libertà e la pace, ricordando anche il grande numero di collaboratori ucraini coinvolti nella realizzazione del film.Cristina Chiabotto a Venezia 83 conquista il red carpet in total blackJohn Malkovich vince la Coppa Volpi per “Wild Horse Nine”La Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile è andata a John Malkovich per Wild Horse Nine, il thriller dalle venature di black comedy diretto da Martin McDonagh e già indicato tra i titoli più interessanti in prospettiva Oscar. Malkovich non era presente al Lido perché impegnato su un set a Montreal, ma ha inviato un videomessaggio nel quale si è detto onorato di entrare nell’elenco degli attori premiati dalla Mostra nel corso dei suoi 83 anni di storia.Il premio per la migliore sceneggiatura è stato invece assegnato a Stéphane Brizé, Coralie Amédéo e Olivier Gorce per Un Bon Petit Soldat. Brizé ha riservato parole particolarmente affettuose alla protagonista Alba Rohrwacher, definita dal regista “divina” e un vero talento della recitazione.Venezia 83, l’Italia resta fuori dai premi principaliNessuno dei cinque film italiani in concorso per il Leone d’Oro è riuscito a entrare nel palmarès principale. Un risultato che rappresenta una delle note più amare della chiusura della Mostra 2026, soprattutto dopo una selezione nella quale il cinema italiano era presente con numerosi titoli e interpreti.Le soddisfazioni sono però arrivate dalla sezione Orizzonti, dove I figli della scimmia di Tommaso Landucci ha conquistato due riconoscimenti importanti: quello per la migliore sceneggiatura, assegnato allo stesso Landucci insieme a Damiano Femfert, e quello per il miglior attore attribuito a Riccardo Scamarcio.Riccardo Scamarcio premiato a Venezia per “I figli della scimmia”In I figli della scimmia, Scamarcio interpreta il padre di un bambino disabile e sul palco ha dedicato il riconoscimento “a tutti i papà del mondo”, al proprio padre e alla propria agente. Un pensiero particolare è andato poi al giovane Andrea Aggio, al debutto come attore e realmente disabile, che recita al suo fianco nel film. «Andrea, abbiamo vinto», ha detto Scamarcio alzando il premio tra gli applausi.Per il cinema italiano si tratta di uno dei risultati più significativi dell’edizione, insieme alla doppietta ottenuta dallo stesso film nella sezione Orizzonti. Il premio al miglior film della sezione è invece andato a Diane in the Loop di Ann Sirot e Raphaël Balboni, mentre Jacqueline Lentzou ha ricevuto quello per la migliore regia.Foto: Ufficio stampaTutti i principali vincitori di Venezia 83Il palmarès del concorso principale vede quindi “Woman Unknown” come grande vincitore con Leone d’Oro e Coppa Volpi a Mathilde Arcel. Il Gran Premio della Giuria va a Possible Love di Lee Chang-dong, mentre Ilya Khrzhanovsky conquista il premio alla regia con Dau. John Malkovich è il miglior attore per Wild Horse Nine, Naza riceve il Premio Speciale della Giuria e Malou Khebizi conquista il Premio Marcello Mastroianni per 15/18 (A Place to Heal).A completare il quadro dell’edizione, il Leone d’Oro alla carriera è stato assegnato a George Clooney ed Ellen Burstyn, il Cartier Glory to the Filmmaker Award a Luca Guadagnino e il Campari Passion for Film Award a Serena Rossi. La Mostra ha inoltre già dato appuntamento al prossimo anno: la 84ª edizione del Festival di Venezia si terrà dall’1 all’11 settembre 2027.| Da Rumors.it