Mentre sto scrivendo questo articolo il future del petrolio è di 102,82 dollari; quello del Brent 107,94 dollari. Il prezzo del gas è ai massimi dalla fine del 2022, avendo raggiunto 83 euro a megawattora il 10 settembre nel Tft di Amsterdam. Nel frattempo, Donald Trump, il principale artefice di questa catastrofe energetica (catastrofe nel senso greco del termine, che significa ribaltamento totale), non solo ci racconta che la guerra contro l’Iran cesserà subito dopo le elezioni di medio termine (considerazione surreale, dato che tale conflitto sta profondamente erodendo il suo consenso in patria), ma rilancia la posta promettendo di compensare di regalare 5.000 euro a tutti cittadini statunitensi se il partito repubblicano dovesse vincere le stesse elezioni. La spesa stimata di questa operazione, definita dal Tycoon dividendo Trump, è di circa 1.200 miliardi di dollari, ossia oltre metà del nostro reddito nazionale.Ora, che si tratti di uno scoperto tentativo di comprarsi il voto con i soldi del contribuente mi sembra fuor di dubbio. Si potrebbe anche dire che Trump, consapevole di non poter sovvertire un esito che tutti i sondaggi danno quasi per scontato, potrebbe aver deciso questa assurda mossa con l’obiettivo di recuperare qualche consenso. Tuttavia, non credo che anche buona parte dei suoi elettori più affezionati siano disposti a passare sopra alle gravi implicazioni politiche di una promessa così assurda.Pensare che la democrazia di punta dell’Occidente, nonché la maggiore potenza economica e militare del Pianeta, sia in mano ad un personaggio sempre più confuso e sconclusionato dovrebbe preoccupare le persone di tutti gli orientamenti politici e culturali. Un presidente rieletto che si è presentato al suo popolo come l’uomo che avrebbe fatto ancora più grande l’America, oltre a vestire i panni del grande pacificatore mondiale.I risultati li abbiamo visti. È partito con la dissennata politica dei dazi, la quale, unita alle sue bizzarre simpatie sul piano della politica estera, ha letteralmente sconvolto la storica coesione dei Paesi occidentali. Dopodiché, non si sa ancora bene con quale obiettivo strategico, ha attaccato l’Iran senza ottenere alcun risultato concreto, pur sapendo che ciò avrebbe creato problemi colossali al commercio mondiale dell’energia.Leggi anche: Trump manda i suoi uomini da Putin: tre ore al Cremlino e scatta la tregua su KievMeloni senza filtri: Pensavo sarebbe stato più facile con TrumpIl combinato disposto di questa lucida follia, al netto dei suoi torrenziali annunci sempre più sganciati dalla realtà (come quelli relativi alla libertà di navigazione nello stretto di Hormuz, che egli vorrebbe annettere agli Stati Uniti ribattezzandolo con il suo nome), sta creando i presupposti per una vera e propria recessione dell’economia globale. Tant’è che la Bce, preoccupata per la crescita dell’inflazione, il cui fattore principale è proprio l’aumento dei prezzi di petrolio e di gas, ha deciso di alzare ulteriormente il costo del danaro. Una mossa necessaria che però raffredderà ulteriormente l’attività economica della zona euro.A questo punto resta solo la speranza, a prescindere dall’esito delle elezioni americane del prossimo novembre, che il solido sistema istituzionale statunitense riesca in qualche modo a porre un freno ad un presidente che sembra essere oramai uscito dai binari.Claudio Romiti, 13 settembre 2026L'articolo Fermatelo! proviene da Nicolaporro.it.