«Dobbiamo rallentare lo sviluppo dei modelli di AI», l’allarme del Ceo di Anthropic che mette d’accordo anche Musk e Altman: cosa rischiamo

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«Dobbiamo rallentare lo sviluppo dei modelli di intelligenza artificiale». La richiesta di tirare il freno a mano nella corsa tecnologica questa volta proviene da uno dei suoi massimi protagonisti: Dario Amodei, Ceo di Anthropic, la società sviluppatrice di Claude. Nel lungo intervento intitolato We Must Pace the Frontier («Dobbiamo sorvegliare la frontiera»), il manager ha inviato un messaggio chiaro all’intero settore tech, incassando a stretto giro il sostegno dei suoi principali concorrenti, Sam Altman ed Elon Musk, proprio mentre si infittiscono gli allarmi interni sui rischi sistemici per l’umanità.September 12, 2026 Il pericolo dell’auto-miglioramento e il piano in tre puntiAmodei ha motivato il suo appello evidenziando come i progressi degli ultimi mesi siano diventati «drasticamente più rapidi», trainati da una dinamica nota come «auto-miglioramento ricorsivo», ovvero la capacità degli algoritmi di perfezionarsi in autonomia. «Se lasciata senza controllo, potrebbe superare la nostra capacità di comprendere e controllare questi sistemi, e pertanto deve essere perseguita con estrema cautela, se mai lo si dovesse fare», ha ammonito il fondatore di Anthropic. Per evitare derive incontrollabili, Amodei propone una strategia in tre pilastri: un monitoraggio indipendente sui modelli durante la fase di sviluppo, una regolamentazione a livello di settore e un quadro normativo su scala globale.L’intesa con Musk e Altman: «Dario ha ragione»La presa di posizione ha incassato l’immediata convergenza dei vertici della Silicon Valley. Su X, il patron di Tesla si è espresso con una laconica battuta: «Dario ha ragione». September 12, 2026 Decisamente più articolato l’intervento del Ceo di OpenAI, Sam Altman, che ha confermato l’allineamento con la visione del concorrente: «Concordo con Dario sulla necessità di gestire i ritmi di sviluppo delle tecnologie di frontiera. È stato uno dei temi centrali delle discussioni che abbiamo avuto in OpenAI nelle ultime settimane». Altman ha poi promosso apertamente la linea sui controlli esterni: «L’idea di avvalersi di valutatori indipendenti, dotati di livelli di accesso paragonabili a quelli dei dipendenti, è ottima; adotteremo la stessa strategia. Presto ulteriori novità da condividere».September 12, 2026 Il retroscena degli ex ricercatori: «Convinti che possa ucciderci»Le dichiarazioni dei big dell’intelligenza artificiale arrivano sulla scia del polverone sollevato dalle dimissioni di Jacob Coxon, ex ricercatore di Anthropic. In un durissimo post su X, avallato successivamente da due ex colleghi, Coxon ha svelato le inquietudini reali che albergherebbero all’interno dei laboratori: «Le persone che sviluppano l’AI credono sinceramente che potrebbe ucciderci tutti entro la fine del decennio. Non si tratta di una trovata di marketing. Anzi, molti dirigenti e ricercatori di alto livello cercheranno di usare un linguaggio più pacato con la stampa, ma sento le stesse persone esprimere privatamente questa paura. Nessun’altra attività umana rappresenta un pericolo di questo livello». Pochi giorni dopo Bloomberg ha rivelato che OpenAI sta valutando di rallentare il ritmo di sviluppo dei suoi sistemi di intelligenza artificiale più avanzati, a fronte delle crescenti preoccupazioni sui rischi legati a un’intelligenza artificiale fuori controllo.L'articolo «Dobbiamo rallentare lo sviluppo dei modelli di AI», l’allarme del Ceo di Anthropic che mette d’accordo anche Musk e Altman: cosa rischiamo proviene da Open.