Attentato Ranucci, 10 ore di interrogatorio per la ex compagna di Lavitola

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E’ terminato dopo circa 10 ore in Procura a Roma l’audizione di Natalia Potenza, ex compagna di Valter Lavitola. L’incontro con il pm dell’Antimafia della Capitale, Edoardo De Santis, si è concentrato soprattutto sugli accertamenti patrimoniali disposti dal magistrato. La donna, accompagnata dalla sorella e dalla propria avvocata, ha lasciato il palazzo di giustizia a bordo di un taxi, uscendo da un varco secondario dribblando fotografi e troupe televisive presenti all’esterno. Al centro degli approfondimenti c’è il ristorante Bistrò Cefalù, aperto da circa dieci anni nel quartiere Monteverde e ritenuto riconducibile a Lavitola, detenuto nel carcere di Rebibbia e accusato di essere il mandante dell’attentato a Sigfrido Ranucci. Gli investigatori stanno ricostruendo la gestione dell’attività, le disponibilità economiche e i flussi finanziari. Tra le ipotesi di reato al vaglio figurano riciclaggio e intestazione fittizia di beni. Gli esiti saranno valutati nelle prossime settimane dai magistrati della Dda.La ex di Lavitola: “Mai saputo nulla su bomba”“Non ho mai saputo nulla della bomba a Ranucci“, ha sostenuto Natalia Potenza nel corso della sua audizione come persona informata sui fatti. I magistrati hanno concentrato le domande sulla provenienza dei beni riconducibili a Lavitola e sui rapporti economici con Clelio Tavares nella gestione del business dei carbon credit in Camerun. La donna ha escluso il suo coinvolgimento nell’attentato ribadendo di aver saputo dell’attentato a Ranucci solo all’indomani dell’esplosione. La donna ha portato in visione agli investigatori una serie di documenti contabili del ristorante e delle società.Questo articolo Attentato Ranucci, 10 ore di interrogatorio per la ex compagna di Lavitola proviene da LaPresse