In Francia il cambiamento climatico influenza anche la produzione di vino. Nello Champagne, regione del nord-est del paese e patria dell’omonimo vino spumante, il Comité Champagne, l’organismo interprofessionale che rappresenta e tutela l’intera filiera dello champagne, ha ottenuto l’autorizzazione a commercializzare bottiglie con gradazione oltre il 13% e per un massimo di 15% per la vendemmia 2026, a causa del caldo record di quest’estate.Cos’è successoI viticoltori, preoccupati per la maturazione particolarmente rapida dell’uva a causa delle alte temperature hanno fatto pressione sull’INAO, l’ente statale francese che disciplina le regole di produzione, che, come riportato dall’Agence France-Presse, ha acconsentito a modificare la normativa.Cosa dice la normativaSecondo la legge francese, infatti, la gradazione massima dello champagne non può essere modificata arbitrariamente dai produttori, risultando per l’appunto necessaria l’autorizzazione dell’INAO.Il legame tra la temperatura e la gradazione alcolicaLa notizia assume una rilevanza particolare se si pensa che fino a poco tempo fa, nella regione dello Champagne, i produttori avevano difficoltà ad arrivare alla soglia alcolica minima naturale prefissata –il 9% – a causa del clima tipicamente rigido della regione.Ma qual è il legame tra caldo e aumento della gradazione alcolica dello champagne? Le alte temperature accelerano la maturazione dell’uva, che così accumula più zuccheri. Durante la fermentazione, quegli zuccheri vengono poi trasformati in alcol. La vendemmia 2026 nella regione dello champagneInsieme a uno champagne più alcolico, l’estate appena trascorsa ha portato un nuovo record: la vendemmia in Champagne è stata la più precoce mai registrata. I primi grappoli sono stati raccolti il 6 agosto, mentre il grosso della raccolta è stato fatto intorno al 17, con due settimane di anticipo rispetto al 2025.Secondo i dati diffusi da Maxime Toubart, presidente del Syndicat Général des Vignerons, che rappresenta i viticoltori della regione vinicola dello Champagne, inoltre, a causa delle alte temperature, quest’anno la resa, cioè la quantità di uva raccolta per ettaro di vigneto, è stata inferiore rispetto al precedente: 7.000 kg per ettaro contro i 9.900 dell’anno scorso. Nonostante il calo, però, la soglia commercializzabile fissata per il 2026 – 8.800 kg per ettaro – dovrebbe essere raggiunta perché lo champagne viene realizzato assemblando vini di annate diverse ed è quindi possibile attingere dalle riserve accumulate negli anni precedenti.La situazione in ItaliaIn Italia la vendemmia è stata fatta con circa 10 giorni di anticipo rispetto alla media. I produttori hanno scelto di anticipare la raccolta per evitare di alterare l’equilibrio alcolico del vino. È successo, ad esempio, in Abruzzo, dove le uve bianche Pecorino e Chardonnay sono state raccolte in anticipo per preservare freschezza e acidità e contenere l’aumento della gradazione alcolica. Nel nostro paese, in ogni caso, non esiste una normativa analoga a quella francese. Ciascuna denominazione presenta una gradazione alcolica minima, ma non una massima, che è invece stabilita a livello nazionale, per qualunque tipologia di vino.L'articolo Francia, champagne più alcolico a causa del caldo record. Aumentata la gradazione fino al 15% proviene da Open.