L’estate delle ondate di calore estremo sta finendo, ma il governo italiano è ancora al lavoro su uno degli strumenti previsti dall’Ue anche per rafforzare la capacità di adattamento alla crisi climatica. Il Piano nazionale di ripristino della natura, che secondo il regolamento europeo avrebbe dovuto essere trasmesso in bozza alla Commissione Ue entro il 1° settembre, otto giorni dopo quella scadenza, infatti, ancora non è pronto.A confermarlo, incalzato da un’interrogazione del Movimento 5 stelle, è il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, che intervenendo alla Camera fa il punto sul dossier: «L’Italia sta finalizzando il proprio Piano nazionale di ripristino della natura, che in questo momento è in fase di concertazione con gli altri ministeri», ha spiegato il ministro, aggiungendo che «ha finito la consultazione» e che le misure previste «contribuiranno nel medio e lungo termine a fronteggiare gli impatti combinati di cambiamento climatico e perdita di biodiversità».Il Piano natura e la scadenza UeNonostante i mesi estivi con temperature critiche, il governo tentenna: è l’accusa dei pentastellati. Il documento, ancora in cantiere, dovrà individuare le misure necessarie per recuperare gli ecosistemi degradati e raggiungere gli obiettivi europei di ripristino fino al 2050. Lo stesso percorso indicato dall’Ispra prevedeva l’invio della bozza dal ministero alla Commissione proprio entro il primo settembre.«Il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici è rimasto sulla carta. Il Piano nazionale di ripristino della natura c’è o non c’è?», chiede la deputata Patty L’Abbate illustrando l’interrogazione. «Quando si adotterà il sano principio della prevenzione?». Nella replica anche Ilaria Fontana insiste sul punto: «Noi abbiamo fatto una richiesta precisa delle tempistiche, delle risorse, abbiamo chiesto delle soluzioni, quello che fate da qui ai prossimi mesi». M5s contro Pichetto: «non risponde sui tempi»Pichetto rivendica intanto le misure già previste «al fine di favorire il contrasto alle isole di calore urbane e la riduzione della vulnerabilità climatica delle città». Tra gli interventi indicati dal ministro ci sono «forestazione e verde urbano», l’aumento della «copertura arborea», nuove «infrastrutture verdi» e la «deimpermeabilizzazione dei suoli».Sul fronte dell’acqua, «il ministero considera particolarmente rilevante il ricorso a fonti idriche non convenzionali», ha spiegato Pichetto, citando «il riuso delle acque reflue depurate e la desalinizzazione», da sviluppare quando risultino «tecnicamente, economicamente ed ambientalmente sostenibili» e come integrazione alle tradizionali politiche di tutela della risorsa idrica.«Bisognerà proseguire inoltre anche sulle politiche relative alla sicurezza e all’approvvigionamento idrico e al miglioramento della resilienza della rete», ha aggiunto il ministro. «Con il Piano di azione nazionale per il miglioramento della qualità dell’aria sono stati investiti 2,6 miliardi di euro», ricorda, con «interventi legati alla mobilità, all’agricoltura e al riscaldamento civile».Numeri che non convincono i pentastellati: «Ogni euro che lei toglie alla sicurezza del territorio, alla mitigazione, all’adattamento, alla prevenzione, lo pagheremo il doppio, il triplo in salute e nell’economia del nostro Paese», attacca Fontana. «Il punto vero è costruire un Paese capace di assorbirne gli effetti» delle prossime emergenze.Cosa prevede il piano sociale per il clima da 9,3 miliardiA completare il quadro c’è poi il Piano sociale per il clima, al centro di una seconda interrogazione presentata da Fratelli d’Italia per rivendicarlo. «Il governo ha già completato la fase nazionale di elaborazione», ha spiegato Pichetto, precisando che il Piano «impegna complessivamente 9,3 miliardi di euro», di cui circa sette miliardi provenienti dal Fondo sociale per il clima e oltre 2,3 miliardi di cofinanziamento nazionale. Il dossier infatti è già stato approvato dal Consiglio dei ministri il 4 agosto e trasmesso alla Commissione europea il 6 agosto.L’obiettivo è accompagnare l’introduzione del nuovo sistema europeo Ets2, che estenderà il mercato delle emissioni agli edifici e al trasporto stradale, attenuandone gli effetti sulle categorie più vulnerabili. La fetta più consistente delle risorse si divide tra case e trasporti. «Il settore dell’edilizia» potrà contare su «oltre 3,2 miliardi di euro per la riqualificazione energetica dell’edilizia residenziale pubblica e degli immobili delle microimprese vulnerabili», ha detto il ministro. Altri 95 milioni saranno destinati all’elettrificazione dei consumi domestici delle famiglie più fragili.Alla mobilità sostenibile, invece, sono destinati più di 4,6 miliardi di euro. Da un lato, ha spiegato Pichetto, è previsto «il potenziamento del trasporto pubblico collettivo», dall’altro verrà introdotto «il cosiddetto conto mobilità», che permetterà ai beneficiari di accedere ai servizi di trasporto sostenibile attraverso contributi annuali modulati in base al livello di vulnerabilità.Il bonus per 4 milioni di famiglie, FdI: «Ripensare l’Ets2»C’è poi il Bonus sociale energia Plus. «Per attenuare gli effetti economici dell’introduzione dell’Ets2» è prevista una dotazione di 1,34 miliardi di euro tra il 2028 e il 2031, ha spiegato Pichetto. La misura sarà destinata alle famiglie con un Isee fino a 25 mila euro e, secondo il ministro, riguarderà «circa 4 milioni di nuclei familiari ogni anno».Proprio sull’Ets2, da Fratelli d’Italia non mancano dubbi e distinguo nei confronti di Bruxelles. «I costi della decarbonizzazione e del nuovo sistema non possono ricadere su famiglie, imprese, cittadini e imprenditori», premette il deputato Gianni Lampis. Mentre nella replica Massimo Milani auspica «un ripensamento in sede europea sull’applicazione di questa nuova imposizione fiscale», chiedendo che la misura possa essere «spostata nel tempo, procrastinata».L'articolo Emergenza caldo, l’Italia è in ritardo sul ‘Piano natura’. Pichetto alla Camera incalzato dal M5s: «Lo stiamo finalizzando». Per il clima 9,3 miliardi proviene da Open.