Famiglia nel bosco, il procedimento contro l’assistente sociale Veruska D’Angelo

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L’Ordine degli assistenti sociali d’Abruzzo ha aperto un procedimento disciplinare nei confronti di Veruska D’Angelo, l’assistente sociale che segue il caso della famiglia nel bosco. Ovvero quella anglo-australiana di Palmoli (Chieti) composta da Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, al centro della vicenda dei tre minori allontanati dalla loro abitazione nel novembre scorso. Il Collegio territoriale di disciplina contesta, in via preliminare, la presunta violazione di diversi articoli del codice deontologico.«Comportamento non imparziale»L’apertura del fascicolo è scaturita da due segnalazioni. Una è stata presentata dalla presidente dell’Ordine Francesca D’Atri per verificare il corretto esercizio della professione, anche in relazione a dichiarazioni rese alla stampa. Una invece è stata depositata dagli ex legali dei genitori. Secondo l’esposto, l’assistente sociale avrebbe tenuto un comportamento privo dell’imparzialità richiesta dal ruolo, avrebbe espresso giudizi di valore sul modello educativo della famiglia e non avrebbe rispettato alcuni principi deontologici relativi al rapporto con gli assistiti, alla riservatezza nei confronti della stampa e alla gestione della relazione professionale.Ipotesi di contestazioniSul punto la professionista potrà presentare delle deduzioni a quelle che al momento sono solo ipotesi di contestazioni. La scorsa settimana il Tribunale per i minorenni dell’Aquila ha disposto un percorso graduale di riavvicinamento tra i bambini e i genitori, con incontri progressivi finalizzati al possibile rientro in famiglia. I due genitori hanno detto che la decisione dei giudici ha spezzato loro il cuore.L'articolo Famiglia nel bosco, il procedimento contro l’assistente sociale Veruska D’Angelo proviene da Open.