Fa ancora caldo, ma è tempo di cominciare a pensare all’influenza. “La prossima stagione potrebbe essere meno pesante della precedente, ma è ancora presto per formulare previsioni definitive. L’andamento dipenderà dai virus circolanti, dall’immunità della popolazione e dalle coperture vaccinali. Una possibile riduzione dei contagi non deve diventare un invito a sottovalutare l’influenza: per una persona anziana o fragile, anche una stagione complessivamente meno intensa può avere conseguenze molto serie”. Il monito arriva dal virologo Fabrizio Pregliasco, direttore della scuola di specializzazione in Igiene e medicina preventiva all’Università Statale di Milano, che da anni monitora l’andamento del virus influenzale.L’influenza “viene ancora troppo spesso considerata un malanno da superare con qualche giorno a letto. In realtà – dice lo specialista a LaSalute dei LaPresse – può provocare polmoniti, aggravare malattie preesistenti e compromettere l’autonomia delle persone più vulnerabili. Prevenire significa ridurre queste conseguenze e proteggere anche la capacità di risposta dei servizi sanitari”.I virus dell’influenza 2026-27 da monitorareTra i virus da monitorare resta A(H3N2), con il sottogruppo K, protagonista della circolazione internazionale nella precedente stagione. L’Organizzazione mondiale della sanità ha aggiornato la composizione dei vaccini per il 2026-2027 alla luce dell’evoluzione dei virus influenzali. “Questo aggiornamento è essenziale, ma l’efficacia sul campo dovrà essere valutata durante la stagione. Il vaccino rimane lo strumento centrale per ridurre il rischio di influenza e delle sue complicanze, senza poter garantire una protezione assoluta”.Non aspettare l’arrivo del freddoQuando vaccinarsi? “Il calendario della prevenzione non deve dipendere dalla sensazione che faccia ancora caldo. È opportuno aderire alla campagna vaccinale secondo le indicazioni della propria Regione, evitando rinvii immotivati”, dice il virologo. Le raccomandazioni ministeriali prevedono l’avvio delle campagne dall’inizio di ottobre, compatibilmente con la disponibilità dei vaccini. La risposta immunitaria “richiede circa due settimane per svilupparsi pienamente”, ricord Pregliasco. Vaccinazione, istruzioni per l’usoMa chi dovrebbe vaccinarsi contro l’influenza? La vaccinazione “è raccomandata e offerta gratuitamente, tra gli altri, alle persone dai 60 anni, ai bambini dai sei mesi ai sei anni compresi, alle donne in gravidanza e nel postpartum, alle persone con patologie che aumentano il rischio di complicanze e agli operatori sanitari. Per le persone dai 60 anni sono raccomandate le formulazioni adiuvate o ad alto dosaggio. Medici di famiglia, pediatri e servizi vaccinali hanno un ruolo decisivo nell’individuare il prodotto appropriato e nel chiarire i dubbi. Serve un’informazione comprensibile, che aiuti le persone a scegliere consapevolmente e a riconoscere il proprio rischio”, insiste Pregliasco.La prevenzione “deve coinvolgere anche chi vive e lavora accanto alle persone vulnerabili: familiari, caregiver, operatori sanitari e sociosanitari. Negli ospedali, nelle RSA e nell’assistenza domiciliare, promuovere la vaccinazione significa contribuire alla sicurezza delle cure”, spiega.Il mix di virus e l’importanza della preparazioneNei mesi autunnali e invernali possono circolare contemporaneamente diversi virus, inclusi Sars-CoV-2 e virus respiratorio sinciziale. “Il vaccino antinfluenzale protegge specificamente contro l’influenza: avere un raffreddore o un’altra infezione dopo la vaccinazione non significa automaticamente che il vaccino non abbia funzionato”, ricorda Pregliasco. “Presentarsi al lavoro con febbre e sintomi respiratori non è una dimostrazione di efficienza: può esporre altre persone al contagio”.Ogni inverno affrontiamo un aumento prevedibile delle infezioni respiratorie: “Dobbiamo tradurre questa conoscenza in organizzazione. Una stagione eventualmente meno intensa sarebbe una buona notizia. Farci trovare preparati è una nostra responsabilità”, chiosa il virologo.Questo articolo Influenza in Italia, come sarà nel 2026-27 e i consigli sul vaccino proviene da LaPresse