La crisi dell’industria tedesca, di cui vi avevo parlato, e il rischio di una deindustrializzazione che colpisce le aree rurali e provinciali sono ormai un tema importante perché la Germania è, come sapete, da sempre il cuore dell’Europa. Non si tratta di una semplice fase negativa ma di una minaccia dell’assetto produttivo della Germania.Infatti il benessere diffuso della Germania si è storicamente fondato su una fitta rete di distretti industriali ad alta specializzazione, e quindi la Germania in realtà è fatta da un universo di piccole e medie imprese locali in grado di mantenere e conquistare posizioni dominanti nei mercati dell’industria manifatturiera. Oggi sono proprio queste realtà periferiche, dove l’industria impiega oltre un quarto degli occupati, che affrontano una fase di forte stagnazione e contrazione degli ordinativi.Un problema che riguarda anche gli imprenditori italianiInsomma, quello che vi racconto della Germania lo racconto per gli imprenditori italiani, perché non pensino che l’Italia è un Paese particolare. Anche in Germania stanno male, cioè l’Europa ha fatto male sia all’Italia sia alla Germania. Questa ovviamente è un’opinione personale e soggettiva che riceverà tutte le critiche del mondo, non me ne frega niente, non sono pagato da nessuno. Sono un pensatore libero, dico quello che penso liberamente.Le imprese di provincia dispongono di margini ridotti per assorbire i costi energetici elevati e soprattutto la pressione normativa europea che massacra le imprese italiane ma anche le piccole e medie imprese tedesche, le quali, a differenza delle grandi imprese, non hanno la struttura burocratica per poter gestire tutte le norme dell’Unione Europea. Questo è il problema italiano e questo è il problema tedesco.La deindustrializzazione molecolare e il declino delle periferieE’ stata definita deindustrializzazione molecolare. Insomma, un lento ma progressivo drammatico logoramento che rischia di provocare lo svuotamento dei piccoli centri, la disoccupazione e un grave arretramento nelle regioni periferiche, nelle periferie.Insomma, non sarà forse l’Europa un paese a due velocità. Forse sarà prima la Germania un paese a due velocità, cioè una fase centrale di innovazione e un declino, un degrado periferico. E insomma, questa crisi della base industriale locale, rurale della Germania è in realtà simile a quella italiana.Malvezzi Quotidiani, l’Economia Umanistica spiegata bene | Con Valerio MalvezziThe post Non solo l’Italia: anche la Germania non regge più il modello UE appeared first on Radio Radio.