Sarebbe stata Valentina Pambianco a sparare al marito, Luca Abbasciano, e alla figlia disabile di cinque anni, prima di rivolgere l’arma contro se stessa. È questa la principale ipotesi, secondo quanto apprende LaPresse, emersa dai primi accertamenti sul duplice omicidio-suicidio avvenuto il 31 agosto scorso in un appartamento di via dell’Antracite, a Roma, nel quartiere di Pietralata. La Procura della Capitale ha disposto una perizia chimico-balistica che chiarirà ogni dubbio.Roma, 1 settembre 2026 (Benvenuti/LaPresse) Quando investigatori e pubblico ministero sono entrati nell’abitazione hanno trovato una scena raccapricciante, riferiscono le stesse fonti, dove il corpo di Abbasciano era riverso sul pavimento, vicino alla parete, mentre la moglie giaceva sul letto, uccisa da un colpo di pistola. Accanto a lei c’era la figlia e tra le gambe del marito il cane di famiglia. L’arma era a terra tra i due corpi. Le tracce di sangue hanno inoltre rivelato che l’animale, ferito, ha vagato per l’appartamento prima di accasciarsi in camera da letto. Durante i rilievi sono stati trovati anche due proiettili esplosi a vuoto. Questo articolo Omicidio-suicidio a Pietralata, sarebbe stata la moglie a sparare proviene da LaPresse