Francesca Albanese merita la cittadinanza “disonorata”

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La differenza tra destra e sinistra non sta, da sempre, nella cultura, latitante a sinistra, rinnegata a destra, ma nell’organizzazione, “l’orga” come la chiamavano i brigatisti rossi e che gli studiati chiamano egemonia gramsciana. L’orga è tutto. A Milano la destra senza orga brucia uno via l’altro i suoi candidati di pezza sull’altare delle stupide convenienze, delle beghe di bottega, a sinistra litigano, si capisce, per amor di politburo, ma fingono, è già deciso che sindaco sarà l’estremista Majorino che tuona contro i novax, talmente novax che essendosi vaccinati si sono ammalati.L’orga è l’occupazione cinese degli spazi e parte dalla burocrazia dei quadri, degli avamposti territoriali. La catena di sant’Antonio delle chiavi delle città a una come Francesca Albanese non è puramente coreografica, è funzionale. Albanese è come Vannacci, due estremi che si abbracciano e le cui operazioni elettorali partono da lontano, vengono predisposte più o meno meticolosamente, la cittadinanza onoraria a nostra signora dei pro-Pal, e ci andiamo ancora piano, prescinde completamente da Gaza, al netto dell’antisemitismo resiliente a sinistra, serve alla profezia che si autoadempie, Albanese verrà eletta perché ha precisi compiti propagandistici da svolgere, dovrà mantenere e se mai far crescere il fanatismo delle estreme, dovrà legittimarlo e per così dire normalizzarlo.Comincia Bari con la provocazione del sindaco Leccese proprio alla Ripartenza, lo ricorderete, quello scazzo epocale con Porro, da cui la decisione, sofferta ma drastica, di abbandonare il Petruzzelli, la città, le origini. E la era, provocazione, lucida, strategica. Poi altri, a effetto domino, molti nell’Emilia paranoica comunista, a Bologna dove però frenano, ci vogliono pensare e non per scrupoli morali ma per basse questioni di ego, di calcolo, anche il sindaco antagonista Lepore vuole far carriera, vuole il suo posto in Parlamento, mentre a Marzabotto, figurarsi, la sindaca comunista mussolinianamente se ne frega e fa in modo che tutti lo sappiano: “Non mi interessano le polemiche”, per dire non calcolo cosa avete da dire, e subito la cittadinanza onoraria essendosi Albanese “disinta per la chiarezza e il rigore delle analisi, documentando le violazioni del diritto internazionale dello Stato di Israele nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania”.Il rigore? Mezzo pianeta, per andarci cauti, contesta la propaganda di Albanese e la rende persona non grata, la persegue, la sanziona, ma Marzabotto, caput mundi, tira dritto, forse il rigore che tanto piace alla sindaca sta nelle sparate, nelle provocazioni surreali, ma ad effetto, identiche a quelle del generale che vuol tassare i bestemmiatori e gli smidollati che non fanno il militare. Parliamo di una che ha detto, che ha ripetuto infinite volte che “Gli Stati Uniti sono sottomessi al lobby ebraico”, che “Il lobby israeliano è nelle vostre vene”, che “Le vittime del 7 ottobre non sono state uccise per il loro giudaismo”, che “Non c’è evidenza di stupri” dopo uno tra gli attacchi più feroci alla popolazione civile; una che ha paragonato Gaza al “più grande campo di concentramento del XXI secolo”, Israele al “Terzo Reich”, ha parlato di “un paese nato da un genocidio”, li ha incitati, “Avete il diritto di resistere”, anche quando, scendendo in strada quello stesso 7 ottobre, ringraziavano Allah chiedendo “più sangue, più vittime”, e che, riferita a Hamas, ha ammonito “non bisogna immaginarli come tagliagole armati fino ai denti, fanno tante cose buone, sono stati eletti legirrimamente”.Non basta? Ha definito gli ayatollah “più umani dei sionisti”, ha affermato che “l’Occidente ha il razzismo nel DNA” e “Milano non è Napoli, lì sanno che devono svegliarsi alle 6”. E sull’irruzione alla sede de La Stampa ha detto che “il messaggio è corretto” e che deve essere “un monito per i giornali”. Ma sbagliano, come sbagliamo noi adesso, a rimarcare simili uscite: in chi è normale inducono fastidio e magari orrore, per un comunista sono titoli di merito che valgono una cittadinanza onoraria. Albanese verrà eletta proprio perché continui a fare, a dire quello che ha ha ripetuto fino ad oggi. “Le polemiche non mi interessano” dice la sindaca di Marzabotto che in realtà le cerca, le fomenta. Poi il partito comunista può fingere di dissociarsi in qualche sua componente cattolica, cattoislamaica, antisemita, ma è il solito tatticismo che serve a confondere, a nascondere.Leggi anche: I nuovi Soumahoro: Ranucci e AlbaneseTogliete la cittadinanza onoraria alla AlbaneseQuando il sindaco di Reggio Emilia, malcapitato, osò azzardare che la fine del conflitto, che la liberazione degli ostaggi in mano a Hamas erano presupposto per una pace seria, venne fulminato dalla candidata in pectore nel modo più umiliante: io ti perdono ma non farlo più. E non c’era ironia, era un monito terribilmente serio, terribilmente convinto. Non uno nel partito si alzò a difendere il suo sindaco, venne scaricato in fama di sionista, di stragista.Oggi si direbbe proprio in virtù di quella scena pazzesca, inaccettabile per molti, non per il partito comunista, una sindaca di un borgo vicino, emiliano, comunista conferisce ad Albanese le chiavi della città. Nel massimo rigore, naturalmente.Max Del Papa, 13 settembre 2026L'articolo Francesca Albanese merita la cittadinanza “disonorata” proviene da Nicolaporro.it.