11 settembre, il discorso imbarazzante di Mamdani: non c’è traccia di islam

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Venticinque anni dopo l’11 settembre 2001, New York ha commemorato le 2.977 persone che in quel fatidico giorno hanno perso la vita. Ma se il rito di cordoglio e commozione è rimasto, inspiegabilmente è sparito il nemico: l’islamismo radicale.L’attacco al cuore dell’Occidente viene narrato quasi come un tragico incidente frutto del caso, generato da un terrore ormai astratto ed edulcorato da qualsiasi valore concreto. La verità è un’altra. Quello contro l’Occidente fu un attentato terroristico di matrice islamica. Perché non si ha più il coraggio di dirlo?Non fu un’operazione di personcine a caso, ma di al-Qaeda: 19 dirottatori islamisti, imbevuti di ideologia jihadista e con l’obiettivo dichiarato di colpire il Grande Satana, gli USA, l’asse Atlantico, in nome di una lettura politica e teocratica dell’Islam. Oggi nella commemorazione ufficiale quella matrice è diventata impronunciabile. Si chiamano “terroristi”. Basta. Si ricorda il coraggio dei pompieri, si gettano ombre sulla gestione successiva all’attacco parlando delle polveri tossiche. Millantando insomma qualcosa del tipo: “i vostri vecchi leader non vi hanno protetto prima e volevano pure avvelenarvi dopo”. Bell’esempio di unità e di patriottismo. Allo stesso tempo, chiaramente, non si nomina chi ha deciso di attaccare le torri e perché.A New York il primo cittadino Zohran Mamdani (primo sindaco musulmano della Grande Mela), con la sua faccia tosta da rivoluzionario da salotto ha partecipato alla cerimonia nonostante una petizione firmata da decine di migliaia di persone e lanciata dalle famiglie delle vittime che gli chiedeva di restare a casa. Cosa ha detto il giovane socialista? Nel messaggio ufficiale ha parlato di “un atto orribile di terrore” e dell’obbligo sacro di prendersi cura gli uni degli altri.Leggi anche: Osceno show di Mamdani-Cortez: ridacchiano al memoriale dell’11 settembreParole tanto rispettabili quanto da paraculo. Non menziona nemmeno una volta i nemici esterni degli Usa; non una volta al-Qaeda, non una volta la jihad, non una volta l’ideologia che ha trasformato dei semplici aerei di linea in armi contro la città che amministra.Nei giorni precedenti, peraltro, Mamdani aveva firmato ordini esecutivi sull’anniversario e consegnato una delle penne al capo consulente legale di New York, Ramzi Kassem, avvocato che in passato aveva difeso un operativo di al-Qaeda e che oggi è un Pro-Pal dalla linea durissima.Insomma il messaggio è chiaro: visto che la memoria deve unire tutti tanto vale non nominare nessuno. Ma è davvero lecito pensare di unire chi non ha il coraggio di condannare i terroristi? Chi potrebbe storcere il naso dinnanzi alla stigmatizzazione di un fenomeno atroce, che genera paura e miete vittime innocenti?E poi: è un caso che il primo sindaco a non parlare di terrorismo islamico in occasione delle commemorazioni dell’11 settembre sia musulmano? È un caso che proprio ora la formula rituale sia diventata questa?Noi in Italia abbiamo ben poco da pontificare. Il 16 maggio di quest’anno Salim El Koudri, italiano di origine marocchina, si è lanciato con la sua auto sulla folla in centro a Modena. Una persona gravemente ferita e poi morta dopo qualche mese, sette feriti, due persone con le gambe amputate. Tattica da “vehicle ramming” (cara allo Stato Islamico) come tanti altri episodi in tutta Europa. E poi recuperate sul telefono di El Koudri Email del 2021 contro i “bastardi cristiani” e contro Gesù, da bruciare. Non solo: ricerche su attentati analoghi in Europa. Solo da qualche ora sono emersi altri contenuti: video girati nelle 48 ore precedenti, recuperati dal telefono, in cui sosteneva che “l’Italia va distrutta, siamo schiavi degli americani”.Eppure in fretta e furia la procura ha escluso l’aggravante di terrorismo, parlando solo di un disagio psichiatrico dell’autore del gesto.Strano come non ci siano malati psichiatrici cristiani o atei che si lanciano sulla folla. Ma tant’è. E nemmeno davanti a queste evidenze e a questi materiali sullo smartphone del ragazzo la linea ufficiale degli inquirenti è cambiata.E guai a far emergere qualche dubbio o perplessità, a fare qualche ragionamento che vada oltre la realtà preconfezionata dei media e dei giudici: l’accusa di islamofobia è dietro l’angolo.Ma perché mentire? Perché nominare i tentacoli dell’islam politico non piacerebbe ai tanti nuovi europei islamici che popolano le nostre città. E guai a farli incazzare, vedasi a Mestre con le minacce di bloccare tutta Venezia se non si farà la moschea in laguna. E così, sotto scacco di cattivi maestri e di timorati di Allah, la storia viene riscritta. E tra 100 anni quando si chiederà la matrice dell’attacco alle torri gemelle, qualcuno dirà “boh”. O, meglio ancora: “colpa dei fascisti!”.Alessandro Bonelli, 13 settembre 2026L'articolo 11 settembre, il discorso imbarazzante di Mamdani: non c’è traccia di islam proviene da Nicolaporro.it.