Gilera B 457, un designer stravolge la tradizione...con un motore Aprilia

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Rilanciare la Gilera senza cadere nel tranello dell'effetto nostalgia. Invece di tirare fuori dal garage i soliti mostri sacri come la Saturno o le leggendarie pluricilindriche da corsa, il designer Oberdan Bezzi (noto come Obiboi) sceglie una strada contromano. Riprendere la B300. Una moto finita da tempo in un angolo della memoria di Arcore, ma che si rivela la base perfetta per una media moderna e concreta.Il punto di partenza? Niente meno che il bicilindrico parallelo da 457 cm³ sviluppato da Aprilia (e pronto a spingere le nuove Moto Guzzi), una meccanica che il designer ha già ipotizzato su altri modelli del gruppo e che trova qui un incastro ideale.La storia della B300 originalePer capire il senso del concept bisogna tornare al Salone di Milano del 1953. La B300 nasce con il compito di sostituire la sfortunata Nettuno 250, puntando tutto su costi di produzione ridotti al minimo.Il motore nasce unendo due cilindri della 150 del 1952, inclinati in avanti di 10 gradi, per una cilindrata di 305,3 cm³ con alesaggio e corsa di 60 x 54 mm. L'alimentazione è affidata a un singolo carburatore Dell'Orto. La dotazione comprende cambio a quattro marce in blocco, frizione multidisco in bagno d'olio e cerchi da 18 pollici.I dati tecnici raccontano una moto essenziale: 15 cavalli scarsi, 137 kg a vuoto, serbatoio da 19 litri e consumi attorno ai 30 km/l. Giuseppe Gilera fissa il prezzo a 318.000 lire (in quegli anni uno stipendio medio oscillava tra 35-55 mila lire) per attaccare direttamente la Moto Guzzi Airone. Al debutto, Carlo Guzzi commenta la spogliazzatura del modello con una battuta celebre: "Bravo Giuseppe, meno di così non potevi metterci dentro".L'avvio commerciale è difficile. Le prime serie soffrono di surriscaldamenti, vibrazioni e problemi ai supporti di banco. Il successo tra le forniture della polizia municipale crea un complicato effetto boomerang: i troppi rientri in garanzia intasano la fabbrica, costringendo Arcore a riprogettare il blocco motore a tempo di record.Superati i difetti iniziali, la B300 registra una longevità inattesa. Resta a listino fino al 1969 nelle versioni Extra, Export ed America, vendendo bene anche negli Stati Uniti e diventando il modello più longevo del marchio.Come si presenta la B 457 di ObiboiLa nuova B 457 riprende dall'antenata soltanto l'impostazione concettuale: una bicilindrica essenziale, senza accessori inutili. Il resto parla il linguaggio di una naked contemporanea.Il design punta su linee pulite: serbatoio rosso con grafica Gilera bianca; sella piatta e lunga con codino corto e maniglione; saro tondo, singolo strumento circolare e specchietti classici; manubrio alto.La ciclistica sfrutta un telaio a traliccio in tubi neri. Al retrotreno spicca una scelta controtendenza rispetto alla produzione attuale. Doppio ammortizzatore posteriore con corpo dorato e molla gialla, accoppiato a cerchi a raggi con canale in alluminio. L'impianto frenante anteriore prevede un doppio disco con pinze ad attacco radiale, mentre lo scarico adotta uno schema due-in-uno con terminale conico in acciaio.Un progetto interessante quanto da cassettoIl propulsore indicato dalla sigla è il twin da 457 cm³ già impiegato sulle Aprilia RS e Tuono di pari cilindrata. Per Gilera, ferma dal 2020 dopo l'uscita di scena dello scooter Runner, si tratta di un'ipotesi senza vincoli di gamma da tutelare.Sebbene si tratti di un esercizio di stile indipendente senza conferme da parte del Gruppo Piaggio, la scelta del nome B300 porta un vantaggio chiaro. Trattandosi di un modello poco ingombrante nell'immaginario collettivo rispetto a sigle storiche come Saturno, permette di sviluppare un'idea nuova senza dover soddisfare le aspettative nostalgiche del pubblico.Il TOP Android senza compromessi? Samsung Galaxy S25 Ultra, compralo al miglior prezzo da Rimediashop.it a 692 euro. CLICCA QUI PER CONTINUARE A LEGGERE