A poco più di due mesi dal contratto da 4,6 miliardi di sterline affidato a Edgewing per la nuova fase di progettazione del Gcap, arriva il primo accordo dedicato ai sistemi elettronici del futuro caccia. Questa mattina Edgewing ha assegnato a Gcap Electronics Evolution, G2E, un contratto di 18 mesi per sviluppare sensoristica e comunicazioni integrate. Il consorzio riunisce Leonardo ed Elt Group per l’Italia, Mitsubishi Electric per il Giappone e Leonardo UK per il Regno Unito. È il primo incarico di questo tipo assegnato dalla joint venture responsabile della progettazione e dello sviluppo del velivolo.Il lavoro riguarda i sistemi Integrated sensing and non-kinetic effects e integrated communications, indicati come Isanke & Ics. Il Gcap viene progettato per incorporare questa architettura fin dall’origine. I sensori dovranno fondere grandi quantità di dati e restituire al pilota un quadro informativo integrato, mentre le comunicazioni collegheranno il caccia anche con piattaforme con e senza equipaggio. Autoprotezione e attacco elettronico rientrano nello stesso disegno distribuito.Una filiera che si organizza intorno a EdgewingIl contratto racconta anche come si sta componendo, pezzo dopo pezzo, la filiera industriale del Gcap. Edgewing, la joint venture tra Leonardo, BAE Systems e Japan Aircraft Industrial Enhancement Co., resta il perno della progettazione del velivolo, mentre intorno ad essa vengono organizzati i gruppi chiamati a svilupparne le diverse capacità. A luglio i Sovereign effects partner avevano già scelto di lavorare come una squadra unica sull’integrazione degli effettori, lasciandone però lo sviluppo nelle mani dei singoli Paesi.Con G2E lo stesso metodo arriva ora alla sensoristica e alle comunicazioni. Quattro aziende di Italia, Giappone e Regno Unito diventano un unico interlocutore per Edgewing, con una parte dei team destinata a lavorare direttamente nella sede del programma a Reading. Andrew Howard, direttore generale ad interim di G2E, ha descritto il percorso compiuto come la trasformazione “da aziende nazionali a un’unica entità internazionale” e ha indicato nei prossimi mesi “la prossima fase critica” dello sviluppo. Il Gcap comincia a mostrare concretamente come intende tenere insieme specializzazioni nazionali diverse senza rinunciare a una progettazione comune del futuro caccia.Il perimetro internazionaleLa costruzione industriale procede mentre resta aperto anche il tema dell’allargamento del programma. Negli ultimi mesi il Gcap ha infatti raccolto diversi segnali diversi sul fronte internazionale. Già a giugno Leonardo aveva aperto alla possibilità di un ingresso della Germania, con Lorenzo Mariani che aveva riconosciuto le difficoltà di rimettere mano agli equilibri industriali già definiti tra Italia, Regno Unito e Giappone, ma anche il vantaggio di aggiungere capacità finanziarie e competenze industriali. A luglio il Canada era diventato il primo Paese osservatore, ottenendo accesso ai lavori sulle capacità e sulla cooperazione industriale senza assumere, almeno per ora, impegni finanziari. Ad agosto, invece, l’India aveva intensificato il dialogo con la Francia sul programma di sesta generazione, pur continuando a valutare anche l’opzione Gcap e senza aver ancora formalizzato una scelta.Sono passaggi che aiutano a leggere il contratto a G2E dentro un quadro più ampio. Mentre il programma prova ad ampliare il proprio perimetro politico e industriale, il nucleo formato da Italia, Regno Unito e Giappone continua a definire in concreto come dovrà essere costruito il velivolo. L’obiettivo resta l’entrata in servizio nel 2035. Nel frattempo, mentre il perimetro internazionale del programma resta aperto a nuovi ingressi e possibili riallineamenti, Italia, Regno Unito e Giappone stanno definendo con maggiore precisione la divisione del lavoro industriale. Il contratto a G2E aggiunge ora un altro livello a questa struttura, affidando a un soggetto trinazionale lo sviluppo di sensori e comunicazioni del futuro velivolo.