Farmaci e scadenza dei brevetti, triennio “cruciale per l’Italia”

Wait 5 sec.

“L‘orizzonte temporale 2026-2028 rappresenta uno snodo cruciale per la sanità pubblica. E questo perché la scadenza dei brevetti di numerosi farmaci ad alto costo e di largo impiego aprirà il mercato alla concorrenza di equivalenti e biosimilari”. A dirlo a LaSalute di LaPresse è Carlo Centemeri, farmacologo clinico dell’Università di Milano, che analizza i trend del settore con un occhio alla sostenibilità della sanità pubblica.“La prospettiva di generare un risparmio di 1,19 miliardi di euro nel triennio (suddiviso in 251 milioni nel 2026, 439 nel 2027 e 501 nel 2028), come stimato dal centro studi di Egualia in un articolo su ‘Repubblica’, costituisce un’iniezione di sostenibilità vitale per le casse dello Stato. Questo ciclo virtuoso, che ha già permesso di risparmiare quasi sette miliardi e mezzo di euro tra il 2016 e il 2024 grazie ai farmaci off-patent, non deve essere visto unicamente come un taglio alle spese, ma come il motore stesso dell’innovazione. Tuttavia l’industria dei farmaci generici opera attualmente in un mercato fortemente asimmetrico”, nota Centemeri.Le sfide geopolitiche per chi produce farmaci“Le aziende sono costrette ad acquistare materie prime, energia e trasporti ai correnti prezzi di mercato, mentre devono vendere i farmaci a prezzi regolati, spesso fissati molti anni prima. L’impatto dei recenti shock globali, tra cui la crisi in Medio Oriente, ha generato rincari che mettono a dura prova la tenuta del settore. A questo si aggiunge una storica e forte dipendenza dalle importazioni di principi attivi da Cina e India, che espone ulteriormente la catena di approvvigionamento”, evidenzia il farmacologo.La revisione del prontuario“Un ulteriore elemento di complessità è rappresentato dalla revisione del prontuario da parte dell’Aifa, inserita nella legge di bilancio 2026 con l’obiettivo di contenere la spesa. I farmaci fuori brevetto hanno già funto da stabilizzatore per il sistema pubblico, registrando nel 2025 una spesa quasi del tutto piatta (+0,4%). Andare a comprimere ulteriormente questo specifico comparto rischierebbe di rivelarsi un ‘boomerang’, minando la redditività di molecole a prezzo molto basso”.In questo contesto, “le rassicurazioni circa un approccio mirato, volto a evitare aumenti della compartecipazione (co-pagamento) a carico dei cittadini, rappresentano un segnale positivo. Ma per capitalizzare appieno le formidabili opportunità del prossimo triennio, il sistema è chiamato a evolvere mantenendo in equilibrio sostenibilità industriale, appropriatezza e accesso alle cure”, scandisce il farmacologo. Sottolineando l’importanza di agire chirurgicamente sul settore dei farmaci, per tutelare un “Ssn robusto, equo e capace di investire nel futuro”.Questo articolo Farmaci e scadenza dei brevetti, triennio “cruciale per l’Italia” proviene da LaPresse