Così l’Italia spinge il legame quantistico con gli Usa. Butti a NY (con IonQ)

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È cominciata la missione statunitense guidata da Alessio Butti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Innovazione tecnologica, che porterà una delegazione governativa e imprenditoriale a New York, nel Research Triangle della North Carolina e infine a Washington. L’obiettivo è dare sostanza industriale a una relazione tecnologica tra Roma e Washington che negli ultimi mesi si è fatta più densa, tra intelligenza artificiale, quantum computing, reti 6G, cybersicurezza ed energia. In un intervento pubblicato sul Sole 24 Ore alla vigilia della partenza, Butti ha spiegato la logica del viaggio: avvicinare ricerca e industria italiana ai centri statunitensi dove si sviluppano le tecnologie più strategiche, perché la competizione ormai si gioca su potenza di calcolo, energia, semiconduttori e dati, non più solo sulla qualità delle idee.Un’agenda a tre tappeA New York la delegazione visiterà il centro di ricerca Ibm di Yorktown e incontrerà investitori. Nel Research Triangle, uno degli ecosistemi americani più avanzati sull’innovazione applicata, sono previsti incontri al Duke Quantum Center e a RTI International. L’obiettivo dichiarato è individuare tecnologie vicine alla maturità industriale e aprire canali attraverso cui anche Pmi e startup italiane possano inserirsi nei circuiti di ricerca e investimento statunitensi.A Washington il registro cambierà, facendosi più politico: alla Casa Bianca si discuterà di reti sicure e infrastrutture affidabili; al Dipartimento di Stato Butti riprenderà il dialogo aperto a Ginevra con Adam Cassady, Ambassador at Large for Cyberspace and Digital Policy; al Pentagono il tema sarà il rapporto tra potenza di calcolo, AI, energia e protezione delle infrastrutture critiche — dossier in cui rientra anche un progetto con Arca per un’infrastruttura modulare che integri supercalcolo, AI, quantum, cybersicurezza ed energia.Q-Alliance, il banco di prova della cooperazioneNel passaggio in North Carolina, Butti richiama la Q-Alliance, nata lo scorso ottobre a Como durante il ComoLake2025 Digital Innovation Forum e presentata come la nascita di quello che i promotori hanno definito il più potente hub quantistico al mondo. È un’alleanza co-fondata da due società quotate a Wall Street, D-Wave e IonQ, con scienziati indipendenti e l’endorsement delle istituzioni italiane, pensata per dotare la Lombardia di un’infrastruttura di ricerca e applicazioni quantistiche.A renderla particolare è la compresenza di due tecnologie diverse: l’annealing di D-Wave, adatto a problemi di ottimizzazione su larga scala, e gli ioni intrappolati di IonQ, più vicini a un modello di calcolo quantistico universale. Al lancio, lo stesso Butti l’aveva definita non un semplice traguardo tecnologico ma un modello di innovazione aperta, tassello della leadership italiana nella transizione quantistica europea – lo stesso registro che torna nelle tappe della missione americana, dove il quantum viene trattato come banco di prova della capacità italiana di inserirsi nelle catene del valore a guida statunitense.IonQ, una filiale italiana e una crescita che cambia scalaIn questo quadro si inserisce anche il radicamento di IonQ in Italia. La società di College Park, Maryland, quotata al NYSE dal 2021, ha costituito nel 2025 IonQ Italia S.r.l., affidata a Marco Pistoia, matematico con un passato ai laboratori Ibm Watson e alla guida delle iniziative quantistiche di JPMorgan Chase. La sede romana risponde a una scelta dichiarata dai vertici dell’azienda: fare dell’Italia uno dei pilastri della strategia globale IonQ, dalla finanza alla farmaceutica, dalla difesa all’automotive. Non è un dettaglio marginale che ciò avvenga mentre IonQ attraversa una crescita finanziaria marcata: nel secondo trimestre 2026 ha riportato ricavi record per 80,1 milioni di dollari (+287% annuo) e ha rivisto al rialzo la guidance dopo l’acquisizione del produttore di semiconduttori SkyWater Technology, puntando a una filiera verticalmente integrata. È il contesto in cui va letta anche l’attenzione verso l’ecosistema italiano – a partire da realtà come Lutech – meno un gesto simbolico e più un tassello di un’espansione internazionale in cui l’Italia è trattata come piattaforma di sviluppo, non solo come mercato di sbocco.Il filo che lega 6G, AI e tecnologie affidabiliLa missione si inserisce in una traiettoria più ampia. Sul 6G, l’Italia ha aderito alla coalizione promossa dagli Stati Uniti in una fase in cui standard e supply chain sono ancora da definire, diversamente da quanto accaduto con il 5G, proponendo di affiancare alla “security by design” una “trust by design” che riguardi anche l’affidabilità degli algoritmi. Sull’intelligenza artificiale, l’adesione alla Pax Silica lega AI, semiconduttori e materie prime critiche al principio delle supply chain affidabili. Sono scelte che, insieme, delineano un’idea di sovranità tecnologica meno legata all’autosufficienza nazionale e più alla capacità di occupare un posto rilevante in un ecosistema di partner fidati — lo stesso spirito del concetto di “Trusted Technologies” che accompagna il dialogo bilaterale.