Lo strano caso della sinistra “fricchettona” che abbdandona la Famiglia nel Bosco

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Martedì sera, nel corso delle Verità Nascoste, in onda su Rete 4, si è scatenato un gran trambusto in merito alla tragica vicenda dei cosiddetti bambini nel bosco, reclusi da circa 10 mesi un una casa famiglia.Il parterre si è diviso, dal mio personalissimo punto di vista, tra le persone ragionevoli, conduttore compreso, che ritengono inaccettabile il prolungato allontanamento dei minori dalla famiglia, e quelle che si ostinano ancora oggi a magnificare l’intervento del Tribunale, avvalorandone in tutti modi la bontà dei suoi provvedimenti. Su questi ultimi si è distinto per ortodossia statolatrica – mi si passi il termine – Giuseppe Guastella, autorevole firma del Corriere della Sera, il quale è arrivato a sostenere che attualmente i bambini sarebbero felici e in ottima salute, contrariamente ad una valanga di pareri contrari, tra cui quello dei sette specialisti della neuropsichiatria del comprensorio Chieti-Vasto-Lanciano. “Lo dicono le carte”, dichiara il nostro eroe citando le varie ordinanze e relazioni di giudici e assistenti sociali. Il che sarebbe come chiedere al proverbiale oste quanto buono sia il suo vino annacquato.Ma nel bailamme di un confronto molto acceso merita una menzione particolare l’intervento di Marina Terragni, Garante nazionale per l’infanzia e l’adolescenza, da sempre molto critica su ciò che sta capitando alla famiglia anglo-australiana. Nel suo intervento ho trovato assai interessante il seguente passaggio: “La sensazione che ho sempre avuto è che questa storia, che sta avendo degli sviluppi, per quanto si veda la luce in fondo al tunnel, sta però andando avanti troppo lentamente. La radice di questa storia – argomenta la Garante – è proprio nell’impatto tra l’assistente sociale e questa famiglia. Soprattutto un gap culturale molto forte. Quindi non solo linguistico, ma culturale. Cioè quella cultura lì, neorurale, alternativa, fricchettona , diciamo così, noi l’abbiamo conosciuta bene. Era anche un patrimonio della sinistra, che invece adesso sembra abbandonare questa scena. In altri momenti storici (la sinistra) avrebbe organizzato manifestazioni neorurali in tutta Europa. Invece non è successo. Anzi, se posso dire, è successo il contrario”.Sottoscrivo in toto quanto sostenuto dalla Terragni, e mi permetto solo di aggiungere, in conclusione, una domandina delle cento pistole la cui risposta la lascio al paziente lettore: questa sinistra disattenzione sarebbe stata la stessa se nel mezzo non ci fosse stato il referendum sulla giustizia e se a subire l’intervento dei Tribunale dei minore fosse, che so, una famiglia maghrebina o giù di lì?Claudio Romiti, 9 settembre 2026Leggi anche:Famiglia nel bosco, colpo di scena: l’assistente sociale sotto procedimento disciplinareFamiglia nel bosco, l’accusa di Pillon: i servizi sociali ritardano il rientroL'articolo Lo strano caso della sinistra “fricchettona” che abbdandona la Famiglia nel Bosco proviene da Nicolaporro.it.