Dispositivi medici oltre il payback, la proposta emiliana che piace alle imprese

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Si preannuncia un settembre caldo sul fronte dei dispositivi medici. “La proposta dell’Emilia-Romagna di superare il payback e affrontare il debito pregresso rappresenta un passo importante: significa riconoscere che questo meccanismo non è più sostenibile né per le imprese né per il Servizio sanitario”. A sottolinearlo è Fabio Faltoni, presidente di Confindustria Dispositivi Medici, commentando la posizione  sul payback assunta dalla Regione Emilia-Romagna e auspicando che venga raccolta dalle altre Regioni e condivisa in sede di Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.“Imprese, Regioni e Servizio sanitario si trovano a fare i conti con una criticità comune: l’incoerenza tra fabbisogni sanitari reali e tetti di spesa, che non riflettono l’evoluzione della domanda di salute. Per questo possiamo e dobbiamo avanzare al Governo una proposta comune: superare il payback, tutelare gli equilibri dei bilanci regionali e costruire un nuovo modello di governance della spesa”. L’audizione del presidente di Confindustria Dispositivi MediciUna posizione ribadita da Faltoni nel corso dell’audizione in Conferenza Stato-Regioni, dove ha sottolineato la necessità di una transizione ordinata, con tempi certi e adeguate coperture, accompagnata da misure capaci di impedire la formazione di nuovo debito. Un tema caldissimo, quello del payback, per un settore che vale quasi 19 miliardi di euro tra export e mercato interno e conta 4.648 aziende, che danno lavoro a 130.520 dipendenti.“Il payback è nato con l’obiettivo di contenere la spesa sanitaria, ma l’esperienza di questi anni dimostra che ha prodotto effetti distorsivi: ha accumulato debiti, alimentato il contenzioso e aumentato l’incertezza per le imprese, frenando investimenti e innovazione. Un meccanismo che genera queste conseguenze non può rappresentare una soluzione strutturale alla sostenibilità del Servizio sanitario”, ha evidenziato Faltoni. “A essere esposti sono anche interi territori e filiere produttive, a partire da Mirandola, uno dei più importanti distretti biomedicali d’Europa, dove la pressione esercitata dal payback rischia di compromettere capacità produttiva, occupazione e investimenti”.“Superare il payback non significa rinunciare al controllo della spesa pubblica, ma passare da un controllo ex post a una governance più efficace, fondata su programmazione, dati e valutazione del valore delle tecnologie. Abbiamo bisogno di un sistema che consenta di programmare la spesa in funzione dei reali bisogni di salute, misurare i risultati e intervenire tempestivamente sulle inefficienze, anziché scaricarne i costi a posteriori sulle imprese. È su questo terreno che Regioni e industria possono costruire una proposta comune al Governo”, ha chiosato il numero uno di Confindustria Dispositivi Medici.Questo articolo Dispositivi medici oltre il payback, la proposta emiliana che piace alle imprese proviene da LaPresse