Dalla Spagna col kalashnikov

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Qui al bar avevamo sentito che sospendere Schengen con la Spagna era una mossa sbagliata e controproducente, la solita tattica di Giorgia Meloni per parlare di problemi falsi – l’immigrazione – ed evitare quelli veri – la crisi climatica, secondo Angelo Bonelli. Poi abbiamo letto questo curioso aneddoto. Qualche giorno fa, alla Gare du Midi di Bruxelles, la polizia ha arrestato un marocchino di 23 anni che teneva nel borsone un AK47, cioè un kalashnikov, con tanto di caricatore da 30 colpi pieno. Non è ancora chiaro cosa dovesse farci e sembra esclusa la pista terroristica. Probabilmente, l’uomo faceva parte di una rete criminale di narcotraffico, tanto che, in seguito, è finito in manette anche un secondo soggetto.Il dettaglio curioso è che il marocchino veniva in treno dalla Francia, ma aveva un titolo di soggiorno… spagnolo. Toh. Lo sappiamo, poteva capitare a tutti i Paesi un incidente del genere. Capita anche all’Italia. Ma questa volta, di mezzo, c’era proprio la Spagna di Pedro Sanchez, quella che si vanta dei rimpatri in tempi record e che invece ha ancora 10.000 clandestini a bivaccare a Ceuta, dove i galantuomini dal Nordafrica molestano le ragazzine e ammazzano i cuccioli di delfino. Forse non era tanto una sciocchezza chiudere Schengen.Tant’è che, in Belgio, alcuni esponenti politici stanno chiedendo al governo di riconoscere quello della dogana come un servizio di pubblica sicurezza, con un rafforzamento dei controlli. Non equivale a sospendere la libera circolazione, ma poco ci manca. Si vede che in Europa sono tutti presi dai falsi problemi. Bisognerebbe imparare dal compagno Nicola Fratoianni, che se ne va in spiaggia al Togo Bay a 70 euro a lettino. A godersi il cambiamento climatico.Il Barista, 10 settembre 2026L'articolo Dalla Spagna col kalashnikov proviene da Nicolaporro.it.