Il caso Malagò alla giunta del Coni: sullo sfondo l’ombra del commissario per la FIGC

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Gio, 10 Set 2026La questione del mancato tesseramento del presidente della Federcalcio sta continuando a tenere banco e martedì dovrebbe approdare in giunta Coni.DiRedazioneCondividi l'articoloGiovanni Malagò (Foto: Paolo Bruno/Getty Images)Il caso legato al mancato tesseramento di Giovanni Malagò alla FIGC si prepara ad approdare ai vertici del CONI, mentre sullo sfondo fa capolino anche l’ipotesi più estrema: quella di un possibile commissariamento della Federcalcio. Come riportato da Tuttosport, la vicenda dovrebbe essere portata martedì prossimo all’attenzione della Giunta nazionale del CONI dal presidente Luciano Buonfiglio, dopo che il procuratore generale dello Sport presso il Comitato olimpico, Ugo Taucer, ha respinto la richiesta di archiviazione formulata dalla Procura federale guidata da Giuseppe Chiné.Una decisione che ha modificato sensibilmente il quadro attorno alla posizione di Malagò. Il presidente FIGC, intervenuto al termine di un incontro già programmato con la Lega Serie B, ha ribadito di essere tranquillo: «Sono sereno», ha commentato spiegando inoltre come sulla materia esistano «precedenti fin troppo evidenti».Al centro della questione c’è l’articolo 29 dello Statuto FIGC, secondo cui per ricoprire cariche federali è necessario «essere in regola con il tesseramento». Secondo l’interpretazione seguita finora dagli uffici legali e dalla segreteria generale federale, il requisito non imporrebbe necessariamente di essere tesserati, ma richiederebbe piuttosto di essere in regola con il tesseramento qualora questo esista.Una lettura che è stata applicata anche in precedenti procedimenti e sulla quale Malagò basa una parte consistente della propria difesa. La questione è tuttavia tornata d’attualità dopo i ricorsi di Renato Miele, che aveva provato a presentarsi come terzo candidato alla presidenza della FIGC. Taucer ha chiesto ulteriori approfondimenti alla Procura federale e ha trasmesso gli atti, per conoscenza, anche allo stesso Buonfiglio. Da qui il possibile passaggio in Giunta CONI, dove tuttavia non è scontato che si arrivi immediatamente a un voto.L’ipotesi commissariamento sullo sfondoÈ proprio in questo passaggio che la vicenda assume una dimensione più ampia. Qualora la Giunta CONI arrivasse infatti a considerare la validazione della candidatura di Malagò come una grave irregolarità nel funzionamento della Federazione, potrebbe teoricamente aprirsi la strada a un commissariamento della FIGC. Uno scenario che resta al momento soltanto potenziale, ma che riporterebbe al centro del calcio italiano uno strumento già evocato nei mesi scorsi per altre questioni e che potrebbe vedere lo stesso Buonfiglio tra i possibili nomi per una eventuale gestione commissariale.Il presidente del CONI ha mantenuto una posizione prudente: «Questa storia non avrei mai creduto che si formalizzasse. Non è un diritto, ma un dovere valutare con attenzione». Nel caso in cui si arrivasse davvero a un provvedimento nei confronti della Federazione, Malagò sarebbe pronto a percorrere la strada del ricorso. Al contrario, anche una decisione del CONI di non intervenire potrebbe aprire un ulteriore fronte istituzionale, considerando i poteri di vigilanza che insistono a loro volta sul Comitato olimpico.Sul punto è intervenuto anche il ministro per lo Sport Andrea Abodi, che ha sottolineato come «le norme si conoscono», definendosi «un osservatore rispettoso ma interessato».Malagò e l’ombra della politicaIl nodo rimane soprattutto giuridico. La questione del tesseramento, infatti, non sembra essere stata considerata in passato come un ostacolo alla candidatura alla presidenza federale, anche alla luce delle peculiarità della FIGC rispetto alle altre federazioni sportive. Tra gli elementi richiamati nel dibattito c’è anche la posizione di Gabriele Gravina al momento della sua prima elezione: l’allora presidente della Lega Pro era infatti assimilato ai tesserati sulla base dell’articolo 10 delle NOIF. Una circostanza che rende ancora più articolata l’interpretazione delle norme e dei precedenti.Sul fondo resta infine il rapporto fra calcio e politica. Alla domanda sulla possibilità che dietro alla vicenda esista una regia politica, Malagò non ha formulato accuse dirette, ma ha lasciato aperta la questione: «È da qualche mese che si tentano strade diverse dalle dinamiche del consenso elettorale».Developed by 3x1010