Il presidente della Figc si difende dopo il caso sollevato dall’avvocato Miele: la Procura generale dello sport chiede nuovi approfondimenti sulla vicendaIl clima attorno alla Figc resta particolarmente delicato. Come racconta il Corriere dello Sport, il presidente Giovanni Malagò si sente sotto pressione dopo la vicenda legata al tesseramento mancante, il caso sollevato dall’avvocato Miele, candidato alle elezioni federali ma non ammesso perché non presentato da alcuna componente.Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano«Diciamo che da qualche mese si tentano delle strade diverse da quelle che sono le dinamiche di consenso elettorali», ha dichiarato Malagò, evidenziando la sensazione di essere al centro di un confronto politico-sportivo sempre più acceso.La questione riguarda la possibilità che l’intervento della Procura generale dello sport possa mettere in discussione l’esito delle urne. Il procuratore federale Giuseppe Chiné aveva infatti chiesto l’archiviazione del fascicolo, ritenendo che la regolarità del tesseramento prevista dall’articolo 29 degli statuti fosse un concetto differente rispetto al tesseramento in senso stretto.Caso Malagò, la Procura generale dello sport chiede nuovi chiarimentiLa linea di Chiné non è stata però accolta completamente da Ugo Taucer, procuratore generale dello sport, che ha richiesto ulteriori approfondimenti sulla vicenda.Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, il tema non sarebbe nuovo: già in passato erano emersi casi simili riguardanti dirigenti sportivi, tra cui quello del consigliere regionale pugliese Fontanarossa, per il quale nel 2023 la stessa interpretazione aveva portato all’archiviazione.Anche a Gabriele Gravina, un anno più tardi, era stata contestata una questione legata alla mancanza della tessera, ma senza l’apertura di un procedimento disciplinare formale da parte del Coni.Figc, possibile terremoto politico: Malagò resta tranquilloLa vicenda sarà approfondita nei prossimi giorni, mentre la Giunta del Coni si riunirà martedì per una prima valutazione politica. Un’eventuale decadenza di Malagò rappresenterebbe un evento senza precedenti per il calcio italiano, con conseguenze potenzialmente molto rilevanti.Il presidente della Figc ha però mostrato sicurezza: «Sono molto tranquillo, ci sono precedenti fin troppo evidenti».La tensione attorno alla federazione arriva dopo mesi complessi, caratterizzati dal dibattito sul futuro della Nazionale, dalla scelta del commissario tecnico e dalle discussioni sulla governance del calcio italiano.Ora la decisione passa anche dal presidente del Coni, con Lucio Buonfiglio chiamato a valutare la situazione. «Non mi faccio influenzare né da destra né da sinistra – ha detto Buonfiglio – Ma nessuno abbia fretta, valuterò con attenzione».Anche il ministro Andrea Abodi ha commentato la vicenda definendosi «osservatore interessato» e ricordando che «le norme si conoscono al di là della loro interpretabilità».Il futuro della governance federale resta quindi al centro del dibattito, con il caso Malagò destinato a generare ulteriori sviluppi nelle prossime settimane.