Iran, il piano di Teheran è fallito: perché ora il regime rischia grosso

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Le cinque fasi del conflitto iraniano sono le seguenti:28 febbraio: la guerra si apre con l’attacco congiunto USA-Israele che decapita il vertice del regime. Teheran chiude lo Stretto di Hormuz. Seguono sei settimane di bombardamenti8 aprile: cessate il fuoco di due settimane, mediato dal Pakistan. I negoziati di Islamabad (11-12 aprile) falliscono; il 13 aprile Washington impone il primo blocco navale.17 giugno: Trump e il presidente iraniano Masoud Pezeshkian sottoscrivono a distanza il Memorandum d’intesa, che estende la tregua di 60 giorni.⁠ ⁠8 luglio: saltata la tregua, Teheran torna a colpire le navi mercantili nello Stretto, per imporre il controllo iraniano su una rotta da cui transita il 20% del petrolio mondiale e oltre ¼ del GNL.14 luglio: Washington reimpone il blocco navale, inasprisce le sanzioni sul greggio e intensifica le operazioni per liberare le rotte e proteggere il traffico commerciale.La mossa inattesa rovescia i rapporti di forza. L’export petrolifero iraniano è strangolato, mentre quello degli altri produttori torna a circolare; i prezzi dell’energia restano stabili e i flussi via Hormuz sono risaliti a circa la metà dei livelli pre-bellici. L’obiettivo di Teheran, ovvero lo shock energetico capace di piegare gli Stati Uniti, è fallito.Ora la pressione grava tutta sul regime, entrato in guerra già prostrato da anni di sanzioni e dissesto. Il Fondo Monetario stima una contrazione del PIL superiore al 5%, la peggiore in quarant’anni; l’inflazione veleggia verso l’80%. Il rial è polverizzato, i beni essenziali alle stelle, oltre un milione i posti di lavoro bruciati in 6 mesi.La tenuta del fronte non dipende più solo dai missili residui, ma dalle risorse con cui i Pasdaran tengono il controllo interno Per la prima volta dalla Rivoluzione del 1979, l’Iran subisce un embargo militare sulla sua unica arteria commerciale. Per uscirne dovrebbe smettere di minacciare le navi e mollare l’arricchimento nucleare bellico, in gran parte distrutto.Gli Stati del Golfo, che si supponevano anello debole, non cedono e il piano di Teheran per far lievitare i prezzi del greggio e costringere Trump al ritiro in vista delle elezioni mid-term, si rivela velleitario: Washington ha disinnescato l’arma principale del regime, pagando un prezzo politico interno non trascurabile, con la popolarità del presidente scesa al 35%.L’Iran, dunque, non ha vinto e sta perdendo l’unica leva che gli residua : tenere in ostaggio lo Stretto di Hormuz per strangolare le economie mondiali . Con la crisi interna e le rotte petrolifere che riaprono, il regime dei Pasdaran si avvia verso la tempesta perfetta.Giulio Galetti, 6 settembre 2026L'articolo Iran, il piano di Teheran è fallito: perché ora il regime rischia grosso proviene da Nicolaporro.it.