Dodici Pmi italiane dell’aerospazio, cinque giorni in Silicon Valley e un obiettivo che va oltre la semplice ricerca di clienti. Intesa Sanpaolo e Innovit hanno portato negli Stati Uniti una selezione di imprese della filiera nazionale per metterle direttamente a contatto con investitori, partner industriali e con l’ecosistema tecnologico americano. La missione, dal 31 agosto al 4 settembre, è la terza organizzata insieme in tre anni, ma la prima interamente dedicata all’aerospazio.Dodici Pmi alla prova del mercato americanoLa delegazione racconta anche la varietà della filiera italiana. Ci sono ALI di Napoli, APR di Torino, Bercella di Parma, Bisiach & Carrù di Torino, Bright Solutions di Pavia, Cospal Composites di Bergamo, Curti di Ravenna, Dino Paoli di Reggio Emilia, Leas di Padova, Netgroup di Napoli, Novation Tech di Treviso e SAB Aerospace di Benevento. Le competenze spaziano dalla meccanica di precisione ai materiali compositi, dalla robotica alla cybersecurity, fino ai laser per l’esplorazione spaziale e ai sistemi destinati a satelliti e lanciatori.Per cinque giorni le aziende hanno alternato formazione e incontri con protagonisti dell’industria spaziale statunitense, investitori e possibili partner. Il percorso passa da INNOVIT, l’hub italiano dell’innovazione a San Francisco promosso dal ministero degli Affari esteri con l’Ambasciata d’Italia a Washington e il Consolato generale a San Francisco e attuato da Ice-Agenzia. La collaborazione con Intesa Sanpaolo è arrivata al terzo anno dopo le missioni che nel 2024 avevano coinvolto 12 startup di Up2Stars e nel 2025 altrettante Pmi selezionate attraverso Imprese Vincenti.Dalla missione agli strumenti per crescereIl viaggio negli Stati Uniti si inserisce in un lavoro più ampio sulla filiera aerospaziale. Intesa Sanpaolo ha finanziato oltre 500 Pmi del settore per più di un miliardo di euro ed è entrata nell’Esa investor network. A luglio la banca ha inoltre siglato una collaborazione con la Banca europea per gli investimenti e l’Agenzia spaziale europea destinata ad attivare 300 milioni di euro di nuovi finanziamenti per gli investimenti delle piccole e medie imprese, attraverso risorse europee e strumenti di garanzia.A San Francisco è arrivato anche un nuovo strumento. Connecting Markets è una piattaforma digitale sviluppata con Matchplat che permette alle aziende clienti della banca di cercare partner industriali e commerciali, fornitori, possibili società da acquisire o realtà con cui avviare collaborazioni. Il bacino copre oltre 560 milioni di imprese, più di duemila settori e oltre 170 Paesi. Dal 2020 Intesa Sanpaolo ha già destinato 12 miliardi di euro a finanziamenti per progetti di internazionalizzazione e sostegno all’export delle Pmi.La Silicon Valley come porta d’ingressoLa missione serve quindi a mettere le imprese italiane davanti alle opportunità, ma anche alle scelte che comporta entrare nel mercato statunitense. Il confronto riguarda clienti e partnership industriali, ma anche capitali e operazioni societarie. Stefano Barrese, responsabile della divisione Banca dei Territori, ha spiegato come l’accompagnamento debba iniziare prima che un’impresa si trovi a valutare l’ingresso di investitori o altre operazioni, così da arrivare a quelle decisioni più preparata e più forte. Internazionalizzazione, in questa impostazione, non significa necessariamente cedere l’azienda, ma ampliare le possibilità a disposizione dell’imprenditore.È su questo terreno che le dodici Pmi hanno trascorso la settimana californiana. La Silicon Valley diventa così non soltanto una vetrina per tecnologie sviluppate nei distretti italiani, ma un luogo in cui verificare direttamente quanto quelle competenze possano inserirsi nelle catene del valore americane e quali relazioni servano per trasformare una missione di cinque giorni in una presenza industriale più stabile negli Stati Uniti.