Leonardo Maria Del Vecchio guarda avanti dopo aver lasciato gli incarichi in EssilorLuxottica e sintetizza il suo progetto richiamando il testamento lasciato dal padre, Leonardo Del Vecchio (fondatore di Luxottica): “Combatto perché sia rispettato”. In un’intervista sul numero di ‘Chi’ in edicola questa settimana, Del Vecchio junior – a capo di LMDV Capital e socio di Delfin (la holding di famiglia in cui le otto quote sono equamente suddivise al 12,5% tra i soci, gli eredi) – racconta della nascita dell’amore per il lavoro che faceva suo padre: “Non ho mai considerato la mia famiglia d’origine come la famiglia del Mulino Bianco. Ma mio padre ha lavorato fino al suo ultimo giorno di vita. E vedere in azienda i padri lavorare insieme ai loro figli, che fanno lo stesso mestiere con passione, e si danno una mano, mi ha dato un senso di famiglia che, forse, non ho avuto. Per questo mi sono innamorato di Agordo e di Luxottica“.L’imprenditore e manager spiega perché, di recente, ha lasciato gli incarichi in EssilorLuxottica: “L’azienda ha sempre creduto in me e continua a credere in me, sono andato via perché non posso essere a capo di strategie che non condivido. L’ho fatto perché nella mia visione il cuore è Agordo, le persone, le generazioni, lì ho visto nascere il successo. E, quando tante persone sono così unite, è perché condividono una visione. Non è solo per i soldi, ma per il senso di appartenenza. Quando viene a mancare, diventiamo un’azienda come le altre”.Del Vecchio racconta il suo progetto di aumentare le proprie quote in Delfin: “Per anni ho combattuto affinché fosse rispettato il testamento di mio padre, che prevedeva diverse fasi, l’ultima delle quali era proprio l’opportunità di comprare quote di altri azionisti per avere una direzione unitaria e senza scontri. Mi sarei esposto finanziariamente e ho provato a chiudere la trattativa per tre volte, e per tre volte non ci sono riuscito. Non me l’hanno fatto fare. Dopo quattro anni posso dire di aver mantenuto la promessa che ho fatto a mio padre. Perché più di così, più di indebitarmi per 10 miliardi, non potevo fare. E ci avrebbero guadagnato tutti in ogni caso”.E spiega la promessa fatta a suo padre: “Gli dissi che avrei messo davanti il bene dell’azienda, anche se questo avesse voluto dire sacrificare la mia vita professionale e personale. Non ho perso solo un padre, ho perso una guida e ho perso un faro. E sono passati quattro anni ma ho ancora i brividi a parlare di lui, e non vanno via, non passerà mai”.Leonardo Maria Del Vecchio non trascura di parlare anche dell’esposizione mediatica che ha ricevuto in questi ultimi anni: “È come quando ti buttano in acqua per la prima volta. O impari a nuotare o affoghi, io ho imparato a nuotare“. Tra gli elementi emersi nell’intervista la disputa che ha tenuto banco quest’estate con la sua ex compagna, Sara Soldati, per l’affidamento della figlia Bianca. “Queste ultime settimane hanno aiutato me e Sara a iniziare un percorso di fiducia per Bianca – osserva Del Vecchio – viviamo sotto lo stesso tetto proprio per essere vicini, insieme, a nostra figlia. Cerco armonia“.Questo articolo Leonardo Maria Del Vecchio: “Combatto perché sia rispettato il testamento di mio padre” proviene da LaPresse