Cazzullo, in Germania il disastro non è l’Afd, è il rifiuto della democrazia

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Aldo Cazzullo, vicedirettore del Corriere della sera, interviene oggi nella rubrica della posta da lui curata, con il seguente titolo: No, l’Afd non è neonazista. Ma è comunque un disastro. Non ho le credenziali per poter leggere l’intero commento, ma provo a immaginarlo, a interpretarlo. Se ciò che scrivo ora lo troverà d’accordo, lo ringrazio. In caso contrario, me ne farò una ragione.Che l’Afd non sia neonazista lo condivido. La minestra riscaldata non ha mai successo, se quel partito di destra tedesco prende tanti voti, c’è sicuramente un altro motivo. E’ un motivo facilissimo da capire: i tedeschi si sono rotte le scatole del suicida buonismo di Angela Merkel che accolse felice un mare di profughi siriani, dopo un mare di turchi, tra i quali le persone perbene, le persone integrate e integrabili, non erano la maggioranza. I successori di Angelina, invece di prendere il toro con le corna, usarono e continuano a usare i pannicelli caldi, le soluzioni timide al problema che il popolo non sopporta più.Insomma, se democristiani e socialisti al potere continuano a chiacchierare senza osare di affrontare il problema, il popolo si ricorda di essere una democrazia e, col voto, decide di cambiare. E questo, caro Cazzullo, sarebbe un disastro? Il disastro è continuare a lasciare che a non fare nulla siano i partiti che si definiscono democratici ma che piagnucolano perché gli elettori vogliono decidere loro, gli unici titolari della democrazia. (Ard)