Il Metodo Hamer uccide ancora, Francesco e il fascino subdolo della cura

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“Una setta” che ormai “nasconde le proprie attività, non citando direttamente Hamer. Hanno tanti nomi, per esempio medicina biologica o altro, ma dietro c’è il metodo Hamer”. A parlare con LaSalute di LaPresse di questo approccio anti-scientifico costato la vita a Francesco Gianello, 14 anni di Costabissara – morto per un osteosarcoma nel gennaio del 2024 – è Salvo Di Grazia, specialista in Ginecologia e divulgatore che da anni, sul sito MedBunker – Le scomode verità, smonta le fake news in medicina. Quella di Francesco “è una storia assurda e incredibile”, dice Di Grazia. Ma non è certo l’unica.Ora i genitori del ragazzo sono sotto processo per omicidio volontario con dolo eventuale: secondo i periti Francesco poteva essere salvato, se non si fosse perso tempo. Invece l’adolescente era stato sottoposto agli approcci del Metodo Hamer. Ma come mai la Nuova Medicina Germanica, ideata negli anni Ottanta e da allora mai validata dalla scienza, ha ancora tanta presa? “Gli hameriani sono molto subdoli, ti fanno fare un percorso che alla fine nella tua testa è logico. Se dicono che, per avere quella malattia, sicuramente c’è stato un incidente stradale nella mia vita, e in effetti c’è stato, accendono una lampadina che mi sconvolge e mi fa pensare sia tutto vero”, dice Di Grazia. Metodo Hamer, come i chiromanti Un po’ “come i chiromanti, fanno arrivare me stesso alla conclusione e quindi io la vedo come logica, evidente. Ed è sconvolgente anche l’espiazione di quel trauma; devo soffrire senza dire nulla, sopportare: più sopporto prima guarisco”, aggiunge lo studioso.La storia del Metodo Hamer e i tumoriIl medico internista tedesco Ryke Geerd Hamer era convinto che ogni malattia rappresentasse in realtà la manifestazione di un conflitto psichico. I trattamenti proposti in base al suo metodo – mai dimostrato scientificamente – prevedono la risoluzione della tensione psicologica alla base del problema, senza bisogno di farmaci o di altre terapie organiche, considerate inutili e dannose. Hamer riteneva che il cancro non fosse, di per sé, una malattia mortale. “Al contrario, le patologie oncologiche causerebbero la morte del paziente solo indirettamente, per la perdita di peso e di energie prodotte dallo stress psichico associato alla diagnosi”, come ricordano i medici anti-bufale di Dottoremaeveroche.it, il portale contro le fakenews della Fnomceo (Federazione nazionale degli ordini dei medici). L’incidente di CavalloCuriosa anche l’origine del Metodo Hamer. Nel 1978 il figlio del dottore, Dirk, fu implicato in un incidente sull’Isola di Cavallo, in Corsica. Colpito nel sonno da un colpo di fucile partito, sembrerebbe, dalla carabina di Vittorio Emanuele di Savoia, Dirk Hamer morì a distanza di qualche mese. Secondo lo stesso Hamer il trauma legato a questa vicenda provocò nel medico lo sviluppo di un cancro ai testicoli.Una volta guarito, Hamer si convinse della relazione tra i due eventi e gettò le basi della Nuova Medicina Germanica. Nel 1986, dopo essere stato ritenuto responsabile della morte di numerosi pazienti, Hamer venne radiato dall’Ordine dei medici tedesco. Morì in Norvegia nel luglio del 2017.Cosa dice la ricerca sul Metodo HamerBisogna essere chiari: come sottolinea l’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (Airc) “la teoria alla base del Metodo Hamer non ha nulla di scientifico, e anzi contraddice molto di ciò che si sa essere dimostrato sul funzionamento del corpo umano e sullo sviluppo delle patologie tumorali”. Ma c’è di più: i pazienti che si affidano esclusivamente ai trattamenti proposti dal metodo Hamer rischiano di perdere tempo prezioso. Per l’ex medico tedesco chemio e radioterapia erano assolutamente inutili, così come le biopsie. Inoltre il dolore non doveva essere trattato: il dottore invitava i pazienti a sopportare sofferenze estreme, convinto che fossero utili verso la cura. Un dettaglio che lascia sgomenti. “Una setta”, conclude Di Grazia.Questo articolo Il Metodo Hamer uccide ancora, Francesco e il fascino subdolo della cura proviene da LaPresse