Un patto, una famiglia convinta di poter controllare il proprio destino e una donna misteriosa pronta a presentare il conto. Con L’Estranea, Paolo Strippoli porta in Concorso a Venezia 83 un thriller psicologico dalle forti venature horror, costruito tra Bari e Roma e affidato a un cast guidato da Jasmine Trinca, Valeria Bruni Tedeschi, Adriano Giannini e Romana Maggiora Vergano.Il film parte da una paura molto precisa, dichiarata dallo stesso regista: perdere il controllo. Strippoli la trasforma in una storia familiare dove ogni tentativo di piegare il destino finisce per alimentare una spirale sempre più stretta, fatta di denaro, lutti, desiderio di successo e sensi di colpa.L’Estranea, la famiglia Colonna e il patto che cambia tuttoAl centro del racconto ci sono i Colonna, una famiglia benestante della Bari di fine anni Novanta. Anna, interpretata da Jasmine Trinca, è una madre severa, ambiziosa e profondamente legata all’immagine sociale della propria famiglia. Accanto a lei c’è Walter, interpretato da Adriano Giannini, marito appariscente e sicuro di sé. I loro figli, Tobia e Alice, rappresentano invece il futuro sul quale i genitori hanno già proiettato aspettative e desideri.Il punto di rottura arriva durante una festa in villa. In mezzo a un’atmosfera quasi perfetta, tra invitati vestiti di bianco e ostentazione di benessere, il cane di famiglia aggredisce Alice. La bambina rischia di perdere una gamba e Anna, sconvolta, si rifugia nella cappella dell’ospedale.È lì che incontra l’estranea, interpretata da Valeria Bruni Tedeschi. Non ha l’aspetto tradizionale di una figura demoniaca, non minaccia e non alza la voce. Propone semplicemente uno scambio: una vita per un’altra. Anna accetta e quella scelta diventa l’origine di tutto ciò che verrà dopo. Visualizza questo post su Instagram Un post condiviso da 01distribution (@01distribution)Nanni Moretti premiato alla carriera: «Ho raccontato una generazione»Valeria Bruni Tedeschi, un male senza bisogno di mostriUno degli elementi più riusciti del film è proprio la costruzione della figura dell’estranea. Strippoli evita il demone convenzionale e sceglie una presenza ambigua, ironica, quasi confidenziale. Una donna capace di insinuarsi nella vita degli altri senza bisogno di effetti spettacolari.Valeria Bruni Tedeschi lavora sul confine tra leggerezza e minaccia, senza spingere troppo sull’ironia. È proprio questo equilibrio a rendere il personaggio inquietante: non sappiamo mai se stia giocando, provocando o preparando il prossimo passaggio della spirale. Di fronte a lei, Jasmine Trinca costruisce un’Anna ossessionata dall’idea di poter governare la realtà. Una donna che crede di poter intervenire prima che il destino pronunci l’ultima parola e che trasforma ogni perdita in qualcosa da correggere, comprare o negoziare. Il duello tra le due attrici diventa così il centro emotivo e simbolico del film.Foto: @le_pacte_international @le_pacte_officiel @kazak_productions @paolostrippoli @propaganda.italiaPossible Love, Lee Chang-dong torna a Venezia con un’intensa storia di amori, fragilità e desideri nascostiPaolo Strippoli tra horror, borghesia e paura del controlloL’horror di L’Estranea non nasce soltanto dal soprannaturale. Strippoli guarda anche alla famiglia, alla classe sociale e al bisogno di essere riconosciuti dagli altri. La Bari del 1999 è raccontata attraverso una borghesia che vuole mostrarsi, salire di livello, essere osservata e soprattutto invidiata. La famiglia Colonna sembra convinta che il denaro possa comprare tutto: lo status, il futuro dei figli, la sicurezza e persino la sorte.È qui che il film trova una delle sue idee più interessanti. Il patto con l’estranea non è soltanto una tentazione sovrannaturale, ma l’estensione estrema di una mentalità già presente nei protagonisti: se tutto ha un prezzo, forse anche la morte può essere trattata come una transazione. La struttura a capitoli accompagna lo spettatore tra passato e presente, mentre la confessione di Anna alla figlia adulta Alice, interpretata da Romana Maggiora Vergano, ricompone lentamente una verità rimasta nascosta per vent’anni.Pioggia, sangue e una spirale che non si chiudeStrippoli torna anche a utilizzare la pioggia come elemento narrativo. Nel presente, Roma viene travolta dall’acqua mentre il confronto tra madre e figlia diventa sempre più teso. Il paesaggio sembra assorbire il peso della storia, quasi trasformando il temporale in una manifestazione fisica di ciò che i personaggi hanno cercato per anni di nascondere.Il film alterna momenti familiari, immagini pop, sequenze violente e richiami cinefili. Compare persino Billy, il pupazzo di Saw, con le sue spirali rosse sulle guance, un riferimento che dialoga direttamente con il titolo internazionale del film, The Spiral. La spirale è del resto la forma perfetta per raccontare questi personaggi: sembrano andare avanti, ma continuano a girare intorno alla stessa ferita.Con L’Estranea, Strippoli conferma la volontà di portare il cinema horror italiano dentro un terreno più autoriale, senza rinunciare all’impatto visivo e alla contaminazione pop. Il risultato è un film ambizioso, a tratti volutamente eccessivo, ma capace di lasciare addosso una domanda semplice e inquietante: quanto siamo disposti a sacrificare pur di non accettare ciò che non possiamo controllare?Il film è distribuito da 01 Distribution e arriverà nelle sale italiane dall’8 ottobre 2026.Foto: @le_pacte_international @le_pacte_officiel @kazak_productions @paolostrippoli @propaganda.italiaMaigret torna al cinema: mistero e amore nel nuovo film| Da Rumors.it