La promessa di Trump: «5 mila dollari a tutti gli americani se vinciamo le Midterm»

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«Posso promettervi una cosa. Se i repubblicani vinceranno la Camera e il Senato, distribuirò un dividendo da 5.000 dollari a tutti gli adulti. Un po’ come le aziende successo erogano i dividendi agli azionisti». Donald Trump regala soldi per le Midterm. Con un’unica restrizione: i soldi vanno spesi negli Stati Uniti. «Si chiamerà il dividendo Trump», è la proposta del presidente, il cui partito è in difficoltà nei sondaggi per le elezioni di metà mandato, decisive per la sua agibilità politica. Il tycoon ha definito i suoi ultimi due anni alla Casa Bianca come «i migliori degli Stati Uniti». «Se perdiamo alle midterm perderete il controllo dei confini, perderete il taglio delle tasse, perderete la vostra sicurezza. Perderete la vostra ricchezza. Il nostro paese attraverserebbe un inferno, e voi vivrete un inferno come è successo appena due anni fa», ha detto Trump.Trump e le MidtermE ancora: «Votate per i repubblicani e lasceremo il resto del mondo a mangiare la nostra polvere per le generazioni successive. Non ci sarà nulla di paragonabile». Reuters ha calcolato che, essendo gli adulti negli Usa circa 270 milioni, l’iniziativa costerebbe all’incirca 1.350 miliardi di dollari. Ma non è chiaro se il suo discorso riuscirà a convincere gli indecisi, i cosiddetti swing voters, che si sono allontanati dal partito a causa del crescente malcontento per il costo della vita causato dalla guerra contro l’Iran. «Se consegniamo il futuro dell’America ai Democratici della sinistra radicale, la nostra nazione impiegherà il prossimo decennio solo per rimettersi in piedi», ha affermato. «Votate per i Repubblicani e lasceremo il resto del mondo a mangiare la nostra polvere per le generazioni a venire».Il raduno di DallasIl raduno di due giorni a Dallas – dove giovedì Trump terrà anche il discorso conclusivo, dopo l’intervento principale del vicepresidente JD Vance – sottolinea quanto le sorti dei Repubblicani siano legate a Trump. L’evento è stato talmente incentrato sulla figura del presidente che il presidente del Comitato Nazionale Repubblicano, Joe Gruters, lo ha ribattezzato informalmente “Trumpapalooza”, con un riferimento al festival musicale Lollapalooza. Puntare tutto su Trump rappresenta una scommessa rischiosa. Si confida nella sua capacità di mobilitare gli elettori che lo portarono alla presidenza due anni fa, nonostante i sondaggi indichino che il suo indice di gradimento ha toccato i minimi storici.I Battleground StatesIl presidente ha promesso di visitare ripetutamente gli stati e i distretti chiave (“battleground states”) nelle otto settimane che precedono il giorno delle elezioni. «Vi chiedo di immaginare che il mio nome sia sulla scheda elettorale», ha detto. Un’affermazione che potrebbe aver soddisfatto tanto gli strateghi della campagna democratica quanto gli elettori del movimento MAGA. La convention ha posto un dilemma difficile, in particolare per i Repubblicani impegnati in elezioni combattute. Da un lato potrebbero aver bisogno di prendere le distanze dal presidente per ampliare il proprio bacino elettorale, dall’altro non possono permettersi di alienarsi i sostenitori più fedeli di Trump. Per questo molti hanno disertato la convention, tra cui il deputato Tom Barrett del Michigan e i senatori Dan Sullivan dell’Alaska e Susan Collins del Maine, tutti contrapposti ad agguerriti sfidanti democratici in vista delle elezioni autunnali.Socialisti e comunistiI Dem sono stati accusati di posizioni estremiste su temi quali la presenza di donne transgender nello sport e la sicurezza delle frontiere: argomenti ideali per galvanizzare la base elettorale. Invece questioni costantemente indicate dagli elettori come prioritarie, come la guerra in Iran e il costo della vita, hanno ricevuto un’attenzione relativamente minore. Il deputato statale dell’Alabama Ernie Yarbrough, presente alla convention, ha affermato che Trump deve chiarire agli elettori quanto potrebbe durare il conflitto in Iran e quali siano gli obiettivi dell’amministrazione.La guerra con l’Iran«La gente vuole avere la certezza di non rimanere intrappolata in un ciclo senza fine», ha dichiarato.Trump ha difeso la decisione di attaccare Teheran, sostenendo di aver agito per impedire all’Iran di sviluppare armi nucleari. Ha inoltre promesso che i prezzi del petrolio sarebbero scesi «non appena vinceremo la guerra contro l’Iran». Tuttavia, a oltre sei mesi dagli attacchi sferrati da Stati Uniti e Israele contro l’Iran, il conflitto non accenna a concludersi. E gli analisti sostengono che il programma nucleare iraniano non sia stato eliminato.Il programma di mercoledì ha incluso anche un video preregistrato a sorpresa del senatore democratico John Fetterman, il quale ha presentato il suo collega della Pennsylvania, il repubblicano Dave McCormick, come un «grande amico». Dichiarando che avrebbe collaborato con Trump per tutelare l’industria siderurgica dello Stato.L'articolo La promessa di Trump: «5 mila dollari a tutti gli americani se vinciamo le Midterm» proviene da Open.