IIl colosso americano del pollo fritto sbarca in Italia con Joe Bastianich e il figlio Ethan, pronti a trasformare un fenomeno nato in Texas in una nuova ossessione gastronomica. Tra dieci salse, cultura urban e un cognome decisamente famoso, però, la domanda resta: Wingstop riuscirà davvero a conquistare gli italiani?Milano è abituata alle aperture che diventano eventi ancora prima che qualcuno abbia assaggiato qualcosa. Basta l’indirizzo giusto, un marchio internazionale, una buona dose di attesa sui social e, naturalmente, un nome capace di attirare l’attenzione. Questa volta gli ingredienti ci sono tutti. Il 10 settembre, in via Dante 16, a pochi passi dal Duomo, ha aperto il primo ristorante permanente italiano di Wingstop, la catena texana specializzata in pollo fritto che conta oltre 3mila ristoranti nel mondo.Il debutto arriva dopo l’esperimento del pop-up sui Navigli e rappresenta soltanto il primo passo di un progetto decisamente ambizioso. Attraverso la società Ranch Rogers, Joe ed Ethan Bastianich puntano infatti allo sviluppo di 50 ristoranti in Italia, affidando a Milano il compito di fare da primo vero banco di prova.Ed è proprio qui che la curiosità lascia spazio alla domanda: Wingstop sarà davvero la prossima ossessione gastronomica degli italiani oppure una parte dell’attenzione che circonda il progetto è inevitabilmente legata all’inconfondibile cognome Bastianich?Foto: instagram @jbastianich e @ethanbastianichWingstop Milano, cosa si mangia nel nuovo locale di via DantePer capirlo bisogna partire dal prodotto. Wingstop non prova a conquistare il pubblico con un menu infinito. Al centro c’è il pollo, proposto in tre versioni: wings con osso, boneless e tenders, preparati al momento e conditi o glassati a mano soltanto dopo la frittura.La vera firma del marchio sono però i dieci flavor tra cui scegliere. Si passa dal Lemon Pepper al Garlic Parmesan, realizzato con Parmigiano Reggiano, fino a Hickory Smoked BBQ, Mango Habanero e Atomic, il livello più alto della scala del piccante e probabilmente non quello da cui iniziare se non si è particolarmente allenati.Ci sono poi patatine speziate e loaded fries, ranch sauce preparata quotidianamente e churros. La formula è immediata e punta soprattutto sulla personalizzazione e sulla condivisione.Non è difficile capire perché abbia funzionato negli Stati Uniti. Si sceglie il tipo di pollo, si sperimentano salse diverse e si confrontano i livelli di piccantezza. Un rituale semplice che si presta perfettamente anche ai social.Foto: screenshot video Instagram @wingstopitStephen King ci dice cosa leggere questo autunno: i 10 libri scelti dal re dell’horrorJoe ed Ethan Bastianich, il cognome che accende i riflettoriPoi c’è inevitabilmente il fattore Bastianich. Joe non ha bisogno di grandi presentazioni per il pubblico italiano. Ristoratore e imprenditore, per anni volto di MasterChef Italia, è diventato un personaggio televisivo riconoscibile anche fuori dal mondo della ristorazione.Questa volta, però, al suo fianco c’è soprattutto Ethan Bastianich, 24 anni, che rappresenta la nuova generazione della famiglia e segue in prima persona lo sviluppo di Wingstop sul mercato italiano.Ethan è cresciuto in una famiglia in cui ristorazione e cultura gastronomica fanno parte della quotidianità. Ha studiato Business & Entrepreneurship al Boston College e ha maturato esperienze professionali negli Stati Uniti. Dalla nonna Lidia, ha raccontato, ha imparato a considerare il cibo come un modo per riunire le persone; dal padre ha assorbito soprattutto il lato imprenditoriale del mestiere e il senso del sacrificio.Adesso arriva una prova decisamente più concreta: dimostrare che il progetto italiano possa camminare anche quando la curiosità legata al cognome di famiglia inizierà inevitabilmente a diminuire.Ethan, figlio di Joe Bastianich, si trasferisce in Italia e trova l’amore a TorinoWingstop Milano non è solo pollo fritto: musica, design e cultura urbanBasta entrare nel locale di via Dante per capire quale sia l’idea. Wingstop non vuole essere percepito soltanto come il posto in cui ordinare delle chicken wings.Il ristorante si sviluppa su due piani con oltre cento posti e mescola cemento grezzo, mattoni a vista, led, videowall, installazioni dedicate a Milano e persino un dj corner. L’identità del marchio, del resto, è costruita da anni intorno all’incontro tra food, musica, sport e cultura urbana.Il ristorante diventa così parte dell’esperienza e non soltanto il luogo nel quale consumare il prodotto. Una formula pensata chiaramente per un pubblico giovane, abituato a scegliere un locale anche per l’atmosfera e per ciò che può raccontare sui social.Milano sembra il terreno ideale per provarci, ma è anche una città nella quale nuovi ristoranti e format internazionali arrivano continuamente. Essere la novità del momento può riempire un locale per qualche settimana; restare rilevanti è un’altra storia. Visualizza questo post su Instagram Un post condiviso da Wingstop Italia (@wingstopit)Wingstop vale davvero tutto questo hype?Ed eccoci alla domanda iniziale. Vale davvero tutto questo hype?Per ora sarebbe prematuro dare una risposta definitiva. Wingstop arriva in Italia con numeri importanti alle spalle, un’identità molto riconoscibile, una posizione a pochi passi dal Duomo e soprattutto il sostegno di una famiglia che di ristorazione se ne intende.Il cognome Bastianich ha certamente contribuito ad accendere i riflettori sull’apertura, ma nessun nome famoso può garantire da solo il successo di un progetto che punta addirittura a 50 locali in Italia.La risposta arriverà quando passerà l’effetto inaugurazione. Quando le foto del nuovo locale smetteranno di essere una novità e chi entrerà in via Dante non lo farà più soltanto per curiosità. Saranno allora il pollo, le salse, i prezzi, il servizio e l’esperienza complessiva a decidere se valga davvero la pena tornare.Milano, nel frattempo, ha già ricevuto la sua nuova ossessione gastronomica da provare. Se diventerà anche un’abitudine, lo scopriremo presto.Joe Bastianich contro i dazi di Trump: «É un pazzo, l’ha fatto solo perchè vuole entrare nella storia»Foto: Ufficio stampa Tv8| Da Rumors.it